La pensione.
All'alba era un carabiniere ausiliario.
Al tramonto della carriera Giancarlo Carraro  andato in pensione, il primo settembre, con il grado di colonnello.
Passati 40 anni e 9 mesi di servizio, punteggiati da qualcosa come 12 traslochi da una citt all'altra, da una caserma alla successiva.
Numeri che danno l'idea di un percorso professionale ricco e variegato, concluso con il quadriennio a Belluno, dove si  occupato di personale e logistica, specialmente durante le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. I giochi sono andati bene, anche grazie al lavoro dietro le quinte luccicanti dei carabinieri.
I tempi della scuola di Fossano e del passaggio a carabiniere effettivo sembrano lontanissimi, ma da quel momento  cominciata un'esperienza passata prima per la scuola sottufficiali e la vittoria del concorso per quella ufficiali.
Prima la zona non facile del Bresciano, dove abbondano i reati predatori, poi il comando del Nucleo Radiomobile di Faenza nel Ravennate e, tra il 2007 e il 2014, il primo assaggio di Veneto, a Vittorio.
Gli ufficiali si muovono spesso e allora ecco Crema, dove il 20 marzo 2019 contribuisce a evitare una strage di studenti della scuola media Vailati a bordo di un bus dirottato e dato alle fiamme dal conducente.
Rimane il periodo passato alla guida del Reparto operativo e del Nucleo investigativo di Vercelli, dove i risultati migliori si concentrano nelle case di riposo e nel contrasto al reddito di cittadinanza percepito in maniera irregolare: "Nel 2022, sono stato richiamato in Veneto e sono venuto volentieri a Belluno, anche per fare un'esperienza olimpica diversa.
Adesso che sono in pensione, vorrei continuare ad aiutare concretamente le persone, soprattutto quelle delle fasce pi deboli.
Io la chiamo sicurezza partecipata".
&#8212;G.s.
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
Giancarlo Carraro
