Francesco Dal Mas.
Clima.
In agosto lo zero termico ha stazionato sopra tutte le cime dolomitiche.
Non  mai sceso sotto i 3 mila metri.
Soltanto sulla Marmolada, nelle notti del 18, del 22 e del 23 ha registrato valori di mezzo decimale sotto lo zero, ai 3250 metri di Punta Rocca.
Il giorno pi caldo, lo scorso mese,  stato il 5 agosto, quando a Punta Rocca la stazione dell'Arpav ha registrato 12 gradi.
Ovvero la medesima temperatura di quel 3 luglio tragico in cui  crollato il seracco e sono morti 11 scialpinisti. "In agosto non abbiamo avuto nessuna giornata in cui la temperatura media giornaliera, cio la media di tutte le temperature registrate, sia stata sotto lo zero", fa sintesi Gianni Marigo, che ad Arabba dirige la stazione dell'Arpav. "Questo significa che per quanto riguarda specificatamente il ghiacciaio della Marmolada in maniera pressoch ininterrotta sono proseguiti i processi di fusione.
E quindi si conferma un'annata estremamente negativa per il bilancio dei ghiacciai".
"In provincia di Belluno non abbiamo solo quello della "Regina delle Dolomiti". Il Civetta, il Sorapiss, l'Antelao e il Pelmo conservano ancora delle masse nivoglaciali, magari coperte da detriti, ma ormai molto contenute.
E per le quali la stagione potrebbe essere stata fatale con il supercaldo verificatosi anche in quota.
Si pensi che nei prossimi giorni", avverte Marigo, "lo zero termico ritorner sopra i 4 mila metri.
E che, in ogni caso, si arriva da una serie di settimane precedenti calde, ma in particolare da un anticipo della scomparsa del manto nervoso stagionale gi all'inizio della primavera".
Ma c' un altro particolare che solleva crescente preoccupazione.
Il punto di rilevazione del permafrost ai 3100 metri del Piz Bo, sopra Arabba, segnala che  sostanzialmente scomparso.
Proviamo a tradurre: almeno in superficie, o almeno vicino alla stessa, a quota 3 mila non c' pi collante.
Da qui i possibili crolli, i distacchi che potrebbero verificarsi almeno fino a che resisteranno le temperature alte? Sul Pelmo come su Croda Marcora si hanno probabili processi di fusione del ghiaccio interstiziale delle fessurazioni delle nostre rocce. "Non parlerei di vero e proprio permafrost", spiega Marigo, "se viene meno quel ghiaccio l viene meno il collante che spesso tiene insieme le fessurazioni della dolomia". Adesso, per ricreare quel collante, quanto bisogner aspettare? "Intanto dovr ritornare lo zero termico, quanto meno alle quote sotto i 3 mila, se ci riferiamo alle cime dolomitiche.
E' chiaro, poi, che non baster un giorno di freddo, anzi di gelo, per ricreare le condizioni di sicurezza.
Ci vorranno settimane".
Proprio l'altro ieri, il 1 settembre,  iniziato l'autunno meteorologico.
Ma, in verit, siamo in piena estate. "Sicuramente per tutta questa settimana e probabilmente per l'inizio della prossima avremo delle condizioni ancora prettamente estive, quindi di alta pressione prevalente, salvo la possibilit di sporadici e locali fenomeni termo convettivi, i famosi temporali di calore.
Avremo, insomma, molto caldo rispetto alla norma.
Le t.
emperature raggiungeranno probabilmente il picco fra venerd e sabato, ma si manterranno poi significativamente superiori alle medie.
Parliamo di uno scarto dalla media di 6-8 gradi come picco massimo.
Quindi siamo ancora su delle anomalie molto pronunciate".
E successivamente? "I due modelli principali che si spingono cos lontano dalla met della settimana prossima vedrebbero un break significativo con l'ingresso di saccature, ma  veramente troppo presto per prevederlo con qualche certezza".
Per questa settimana, dunque.
le probabilit di avere precipitazioni saranno rare e confinate a qualche episodio sporadico e locale di fenomeni temporaleschi di natura convettiva.
Una notizia rassicurante per i turisti che ancora popolano, numerosi, le valli dolomitiche.
Torna infatti ad espandersi da sud-ovest un promontorio anticiclonico con aria calda, che sar appena intaccato sabato da un modesto passaggio frontale sul suo margine settentrionale.
La previsione Arpav indica "condizioni sono generalmente stabili con parecchi spazi di sereno, a fronte di temporanei annuvolamenti pi che altro in montagna, ove  possibile qualche fase di locali precipitazioni a tratti nel fine settimana; temperature in genere ben superiori alla norma", come si diceva.
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Il direttore di arpav Marigo.
"Per il ghiacciaio.
 stato un anno.
molto negativo.
Sono proseguiti.
i processi di fusione".
Uno scatto del ghiacciaio della Marmolada che da molti anni si trova in condizioni critiche a causa del caldo
