Siccit.
Nonostante le ultime precipitazioni, non si esaurisce la crisi idrica.
E prosegue il dibattito su come far fronte all'impoverimento degli invasi idrici e alle esigenze dell'irrigazione. "Invasi s, ma il prelievo idrico dai bacini idrici del Bellunese potr essere ridotto solo se le reti di distribuzione saranno trasformate e sistemate". Lo afferma a chiare lettere Amedeo Gerolimetto, presidente del Consorzio di Bonifica Piave, mentre l'assessore regionale all'agricoltura Dario Bond annuncia un fondo da 30 milioni per immagazzinare l'acqua. "Oggi", spiega Gerolimetto, "con l'acqua dei laghi garantiamo l'irrigazione a 50 mila ettari.
Ma ci sono ancora 20 mila ettari a uso agricolo che distribuiscono l'acqua con le canalette dei nonni.
Solo finanziando la loro trasformazione in moderni impianti a pressione potremo ridurre il prelievo dai laghi bellunesi, senza danneggiare alcuno".
Gli invasi di pianura, dunque, non sono sufficienti? Risponde Gerolimetto: "Solo dopo la riconversione irrigua i piccoli accumuli in pianura saranno veramente utili a contenere la richiesta negli anni pi siccitosi". E al senatore Luca De Carlo, che ha presentato un Disegno di legge in Parlamento per prelievi pi contenuti, il presidente manda a dire: "E' necessario che le esigenze di riduzione di prelievo dai laghi vadano di pari passo con le trasformazioni irrigue, in caso contrario il danno per l'economia locale  assicurato".
Infatti  esemplifica  se le nuove quote ipotizzate dal disegno di legge di De Carlo fossero state applicate alla stagione appena trascorsa, avrebbero interrotto l'attingimento a met luglio, determinando una perdita del 100% della produzione agricola.
Gino Lucchetta, un geologo dell'alto Trevigiano, che si occupa della sicurezza del territorio da vari punti di vista, ritiene anche lui che gli invasi non potranno mai essere alternativi all'irrigazione a goccia, che va a risparmiare dal 50 all'80% dell'acqua rispetto all'irrigazione a scorrimento o con il cannone. "C' chi teorizza la soluzione di tanti piccoli invasi.
Ma per irrigare un vigneto in collina ci vogliono 600 metri cubi d'acqua.
In collina, per, si possono costruire serbatoi da 10, al massimo 30 metri cubi.
Difficilmente, dunque, possono tornare i conti". E in pianura? "Poniamo un'azienda di 500 metri quadri d'estensione, dove posso incamerare circa 1,5 metri cubi d'acqua piovana all'anno ogni metro quadrato, quindi poco pi di 750 metri cubi.
Quanti ettari di vigneto possiamo irrigare?".
Anche l'assessore Bond conviene che non esiste una sola soluzione. "Dobbiamo agire sul risparmio della risorsa, incentivando e diffondendo sistemi irrigui sempre pi efficienti e lavorando contemporaneamente sulla capacit di accumulo, aumentando i volumi disponibili attraverso nuovi invasi e, soprattutto, ottimizzando quelli che gi abbiamo".
Bond ricorda che la Regione dispone di numerosi progetti, elaborati insieme agli stessi Consorzi di bonifica, che sono stati inseriti nel Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico. "Si t.
ratta di interventi che sono stati ritenuti ammissibili e che ora attendono il finanziamento da parte del Governo.
E' questa una delle strade che dobbiamo percorrere con maggiore determinazione".
Per quanto riguarda la montagna, l'assessore invita a guardare anche oltre la semplice realizzazione di nuovi laghetti: "Creare nuovi bacini artificiali in quota pu essere una possibilit, ma non sempre  la risposta pi rapida.
Sono opere che richiedono tempi autorizzativi importanti e che devono confrontarsi anche con i pareri della Soprintendenza, come dimostrano le difficolt incontrate in territori vicini al Veneto.
Nei nostri progetti, invece, puntiamo sull'ottimizzazione degli invasi esistenti in montagna, per aumentarne i volumi disponibili e riuscire a distribuire la risorsa verso la pianura senza dover svuotare i laghi proprio nel pieno della stagione irrigua e, contemporaneamente, di quella turistica della montagna".
Per Bond gli investimenti infrastrutturali devono essere accompagnati da una nuova modalit di gestione dell'acqua. "Ai Consorzi dico s, servono risorse e dobbiamo investire, ma nel frattempo dobbiamo anche imparare a governare in maniera sempre pi dinamica l'acqua che abbiamo, evitando che la scarsit produca squilibri e disparit tra territori".
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Il presidente Gerolimetto.
"Nel Trevigiano.
20 mila ettari agricoli.
sono irrigati.
con le canalette.
che usavano i nonni".
L'assessore regionale.
"Risparmiare l'acqua.
con impianti efficienti.
e lavorando sulla.
capacit di accumulo.
dei serbatoi".
Il lago di Centro Cadore svuotato
