LE RUBRICHE.

DISPACCI DI PACE. Ai e controllo degli armamenti: unurgenza globale.
RAUL CARUSO Economista, Universit Cattolica del Sacro Cuore (Milano). Direttore del Center for Peace Science Integration and Cooperation
(CESPIC) di Tirana.


Lintreccio tra sviluppo
dellintelligenza artificiale e sistemi
darma rende sempre pi urgente
la costruzione di un quadro globale
di controllo degli armamenti.
...
Questo articolo ritorna su un tema gi
trattato in questa rubrica: il controllo
degli armamenti. In realt, lurgenza
di un sistema condiviso di controllo
degli armamenti dovrebbe essere quasi
pleonastica; viceversa, le classi dirigenti
e i decisori politici sembrano non
avere n la volont n la capacit di
affrontarla seriamente. Eppure siamo
tutti consapevoli che gli avanzamenti
nel campo dellintelligenza artificiale
(Ai) richiedono ormai, con estrema
urgenza, misure condivise di controllo
e governance. Sappiamo che lAi
pone rischi di natura strategica, ma
anche tattica. Soprattutto, essa solleva
interrogativi profondi di natura etica.
Le evoluzioni nel campo dellAi sono
estremamente rapide, mentre le regole
che dovrebbero governarle sono ancora
lungi dallessere scritte. Esistono,
a questo proposito, quattro grandi
problemi. In primo luogo, il Paese che
detiene la leadership nellambito dellAi,
gli Stati Uniti, non sembra avere
alcuna intenzione di porre un freno a
tali sviluppi. Al contrario, lobiettivo
dellamministrazione Trump appare
quello di esercitare un controllo sempre
pi diretto sui colossi digitali depositari
di queste tecnologie.
Il secondo aspetto problematico 
precisamente questo: gli applicativi
di Ai sono sviluppati da societ
private che, in questo momento,
rischiano concretamente di divenire
protagoniste centrali delle guerre.
La tecnologia nucleare, per quanto
distruttiva,  sempre stata sotto il
diretto controllo degli Stati, poich
questi ultimi erano stati i protagonisti
del suo sviluppo. Tutto questo non 
pi vero. Nulla ci garantisce, inoltre,
che gli interessi di tali societ private
siano decifrabili, condivisibili o
politicamente controllabili.
In terzo luogo, le evoluzioni dellAi
sono diverse nel caso delle armi
convenzionali e in quello delle armi
di distruzione di massa, in particolare
delle armi nucleari. Se nel primo caso
le applicazioni dellAi sul campo di
battaglia, pur drammatiche, appaiono
ancora confinate a singoli eventi,
nel caso delle armi di distruzione di
massa esse risultano decisamente pi
problematiche.
LAi solleva infatti un insieme
diverso di preoccupazioni nel
dominio nucleare, dove le lacune
di governance sono gi evidenti e
le conseguenze delle applicazioni
dellAi potrebbero essere fatali per
lumanit. La prima preoccupazione,
in questo senso, riguarda lutilizzo
dellintelligenza artificiale nei sistemi
di early warning e nel supporto alle
decisioni in situazioni di crisi. Tali
applicazioni potrebbero comprimere
drasticamente i tempi decisionali
e aumentare la pressione sui leader
affinch autorizzino il lancio di armi
nucleari in risposta a informazioni
incomplete, se non manipolate. I
governi hanno iniziato a riconoscere
questi pericoli.
Nel dicembre 2025, lAssemblea
generale delle Nazioni unite ha
adottato una risoluzione sui possibili
rischi derivanti dallintegrazione dellAi
nei sistemi di comando, controllo e
comunicazione delle armi nucleari.
Inoltre,  evidente che, in futuro, essa
potrebbe essere utilizzata per aiutare
Paesi intenzionati a dotarsi di armi
nucleari a superare alcuni ostacoli
tecnici alla costruzione della bomba.
LAi potrebbe inoltre esporre pi
facilmente le infrastrutture nucleari
a cyberattacchi. Alla Conferenza
di revisione del Trattato di non
proliferazione nucleare del 2026, tuttavia,
che si  conclusa senza un documento
finale di consenso, alcuni riferimenti
specifici al controllo umano e ai rischi
delle tecnologie emergenti nei sistemi
nucleari sono stati rimossi o indeboliti
nella bozza finale del documento di
sintesi.
In quarto luogo, infine, il problema
forse pi ampio riguarda il fatto che
le applicazioni di Ai imparano
quando vengono utilizzate. In breve,
questo comporta che le armi possano
modificarsi a ogni utilizzo o, comunque,
a ogni test. Nei fatti, ci significa che le
armi su cui oggi si potrebbe discutere
potrebbero essere molto diverse nel
momento in cui un eventuale accordo
fosse finalmente raggiunto.
Questo insieme di criticit, tuttavia,
non dovrebbe limitare gli sforzi per
elaborare un sistema regolatorio. Al
contrario, dovrebbe renderli ancora
pi urgenti. Rimane estremamente
problematica lattuale posizione
dellamministrazione americana, cos
come il legame sempre pi stretto tra
questultima e i colossi digitali.
Se il controllo degli armamenti  stato
difficile nel caso delle armi nucleari,
esso sar ancora pi complesso nellera
dellintelligenza artificiale. Proprio
questa consapevolezza dovrebbe indurre
ad aumentare gli sforzi per costruire
un sistema condiviso di controllo e
governance, non a rinunciarvi.