NEWS & REVIEWS.

TEATRO. Le Baccanti.
 AGNESE COSSU.

Lo scorso giugno, al Teatro Grande
degli Scavi di Pompei e al Teatro
romano di Ostia Antica, sono andate
in scena le Baccanti euripidee con la
storica regia di Theodoros Terzopoulos.
Le Baccanti  un testo di forza ctonia,
che ha mantenuto nei secoli la sua
carica perturbante. Se la potenza della
tragedia greca si radica nel marchio
di ambiguit della condizione umana,
Euripide problematizza ulteriormente
la forma erodendola dallinterno: ancora
oggi si dibatte sulla natura religiosa o
anti-religiosa delle Baccanti. Terzopoulos
non attualizza il testo, ma il gesto
teatrale: lo rende del tutto presente al
momento in cui viene agito, nellazione
veicola il testo in una dimensione quasi
rituale. I due anfiteatri partecipano di
una rievocazione maestosa e spettrale,
in un utilizzo completo dello spazio che
avviluppa lo spettatore. La recitazione,
straniata e volutamente sopra le righe,
annulla tutto ci che non  corpo e
voce. Il testo respira sotto il gesto, turba
senza terrorizzare, quel che basta per
far sentire non solo leco di un mondo
antico e terribile, ma lineluttabilit di
un monito aperto anche sul presente.
Nella lettura di Terzopoulos, Dioniso
 uno straniero-profeta che impone a
una societ segnata dalla disgregazione
un ritorno alla Vita al prezzo di tutta
la Morte passata: Dioniso [] torna
da noi come uno straniero e ci invita
a sacrificare il nostro corpo sullaltare
dellIgnoto e del Trascendente.
