I SERVIZI.

CHIESA CATTOLICA. Leone 14esimo tra aperture sociali e timore di audaci riforme ecclesiali.
LUIGI SANDRI Redazione Confronti.

Il papa  stato lodato per lenciclica Magnifica humanitas e
il suo viaggio a Lampedusa. Tuttavia, non adombra audaci
riforme ecclesiali e lo scisma dei lefebvriani frena, alla
lontana, quelle scelte. Eppure un vescovo tedesco denuncia
linfondatezza biblica del no allordinazione di donne.

 stato affollato di temi e di problemi, per il
papa e per lintera Chiesa cattolica romana,
linizio dellestate  caldissimo, non solo dal
punto di vista meteorologico, ma anche geopolitico, 
per limperversare del conflitto russo-ucraino,
e per la fragilit estrema delle tregue IsraeleLibano 
e Usa-Iran. Tali problemi incombono per
aggrovigliare, magari indirettamente, anche i temi
ecclesiali che qui riassumiamo con rapidi cenni,
consci della loro complessit trasmessa dalla storia e, 
soprattutto, dalla divergente interpretazione
delleredit del Concilio Vaticano secondo (1962-65).

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LO SCHIAFFO DEI LEFEBVRIANI.
Il primo luglio ad cne, nel Canton vallese, la
Fraternit sacerdotale San Pio decimo (FSSPX) ha
proceduto alla consacrazione di quattro nuovi vescovi. 
Due giorni prima Leone 14esimo aveva
scritto a don Davide Pagliarani, superiore generale 
di quella comunit, avvertendolo che se essa
avesse proceduto sarebbe arrivata la scomunica
latae sententiae, cio automatica. I responsabili
dei lefebvriani non si sono fermati, e la severa
punizione canonica  scattata.
Al di l dei pretesti, davvero pretestuosi, 
accampati dai lefebvriani per giustificare la loro scelta
(lo stato di necessit) il nodo della contesa 
sempre quello, gi ricordato da monsignor Marcel
Lefebvre quando, nel 1970, fond la Fraternit,
e quando nel 1988 ordin quattro vescovi senza
il permesso di Roma e fu perci scomunicato
da Giovanni Paolo secondo: il chi  del Vaticano secondo. La
domanda decisiva, e divergente, su di esso fu alla
base del fallimento di Benedetto 16esimo di fare la
pace con il gruppo di cne (e s che papa Ratzinger, 
per dimostrare buona volont, nel 2009 aveva
cancellato la scomunica del predecessore!).
Nella costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen gentium il Concilio aveva definito la Chiesa il popolo di Dio che cammina nella storia; aveva
proclamato la collegialit episcopale; aveva gettato le basi per considerare sorelle le altre Chiese (almeno quelle ortodosse). E nella costituzione pastorale Gaudium et spes aveva invitato donne e
uomini di buona volont, di qualsiasi religione
o opinione, a collaborare per la pace nel mondo.
E nella costituzione sulla liturgia, Sacrosanctum
Concilium, aveva raccomandato la fattiva collaborazione dei fedeli nei riti. E nel decreto Presbyterorum ordinis aveva precisato che il celibato
sacerdotale non  necessariamente legato al sacerdozio, come ben sanno le Chiese orientali.
Lavvio delle riforme sottese a questi decisivi inviti iniziava  pur tra molti ritardi e contraddizioni,
soprattutto con Giovanni Paolo secondo  a cambiare
la presenza e la struttura storica della Chiesa romana. Pericolo spaventoso per i lefebvriani che,
per conservare la Chiesa di sempre negano la
Chiesa romana di oggi cos com e come vorrebbe modificarsi. 
Essi, attualmente, hanno grandi possibilit economiche, aiutati da una galassia di persone, anche
ecclesiastiche, e da movimenti vari, forti di oltre
settecento preti, e alcune centinaia di suore; sono
una spina nel fianco nel corpo della Chiesa romana. Incarnano 
lAnti-Concilio istituzionalizzato.
Non sono certo onnipotenti, ma in qualche modo
frenano Roma perfino dalla semplice ipotesi della riforma major: lammissione delle donne nei
ministeri ordinati, per esser fedele al mandato di
Ges alla Maddalena: Vai a dire agli apostoli.
La stessa affermazione conciliare della non inscindibile obbligatoriet del celibato per i preti
latini (il 95% dei sacerdoti cattolici nel mondo)
finora ha spinto tutti i papi post-Vaticano II ad
opporsi allattuazione di quella solenne distinzione. Pesa su Roma, certo tra altri fattori, limplicito diritto di veto di quella Fraternit: una setta a tutti gli effetti.
Come sar il futuro? Le tremende contraddizioni insite nel lefebvrismo mineranno la FSSPX?
O essa rimarr a galla sostenuta in casa cattolica dalle oasi tenacemente avverse allattuazione di quella Chiesa di tutti, e specialmente dei
poveri sognata dal Vaticano secondo? E come mai la
Santa Sede spende cos tante energie per trattare con la intrattabile Fraternit, e mai ha aperto
un vero dialogo con rappresentanti dei centomila preti che nel mondo hanno lasciato, con varie
motivazioni, il sacerdozio, i pi per sposarsi? Pu
essa permettersi di ignorare una tale straordinaria
(e, per molti, possibile) forza pastorale?

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MAGNIFICA HUMANITAS.
Il 15 maggio 2026, anniversario del giorno in cui
Leone 13esimo, nel 1891, pubblicava la sua enciclica
Rerum novarum sulle questioni sociali ed operaie,
Prevost firmava la sua prima enciclica: Magnifica
humanitas. Sulla custodia della persona umana nel
tempo dellintelligenza artificiale (Mh).  un amplissimo documento  245 paragrafi, un libretto di
232 pagine  che va ovviamente letto e ponderato. SullAi afferma cose di buon senso, ma spesso
ignorate nel dibattito culturale, o dalle grandi industrie che intendono avere in mano il commercio mondiale di quella straordinaria scoperta che
sovraster il futuro del pianeta e, anche, la vita di
ogni persona che arrivi nel nostro pianeta.
In sostanza, afferma il papa, se usata con saggezza, lAi pu portare benessere, e risolvere problemi  sociali, medici e finanziari  altrimenti irrisolvibili. Se usata male, invece, e se utilizzata per
rendere ancora pi micidiali le armi, atomiche
comprese, potrebbe rivelarsi catastrofica per lumanit. Da qui limperativo morale che dovrebbe
condurre a un uso coscienzioso dellAi. Benissimo
ha fatto, dunque, Leone, a lanciare questo suo accorato grido. Lideale sarebbe che tutte le Chiese
e religioni si uniscano per lanciare allumanit un
concorde, forte messaggio per favorire luso ponderato dellAi, e dunque la pace nel mondo. Ai, perci: angelo dellumanit, per un verso, ma anche, in caso contrario, demone implacabile.
La Mh tocca anche temi assai discussi, affermando, al n.55: Quando il diritto fondamentale alla
vita viene negato, come accade nellaborto provocato, nelluccisione di innocenti e nelleutanasia, ci si trova davanti a scelte che la Chiesa giudica gravemente illecite. Mettere insieme, nella
condanna, temi assai diversi, aiuta la loro comprensione? Se una persona, in preda a prolungati
ed intollerabili dolori, sceglie leutanasia, chi pu
condannarla, in linea di principio? Il tema  assai
complicato: nelle societ, e nelle Chiese, in merito, vi  una pluralit di opinioni. Non sarebbe
saggio, per quanto possibile, discuterne insieme?
E, nella Chiesa romana, in un Sinodo di donne e
uomini? Si noti, comunque, che Leone non ribadisce la condanna della contraccezione, nel 1968 lanciata da Paolo sesto, nellenciclica Humanae vitae.  cambiato, in merito, il magistero?

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ALLA SCUOLA DEL CONCISTORO
Ai primi di gennaio 2026 il papa aveva convocato
un Concistoro straordinario; ha ripetuto liniziativa a fine giugno (26 e 27); su 241 porporati  votanti e non votanti  ne sono venuti in Vaticano 178, per affrontare, con Leone, una serie
di problemi, sempre sul rapporto tra Chiesa e
mondo. Queste sono alcune delle domande loro
rivolte: In che modo le tensioni, le divisioni e i
conflitti che attraversano il mondo toccano oggi
la vita delle nostre Chiese e dei nostri popoli?.
Quali linguaggi, atteggiamenti e pratiche per
superare la teoria della guerra giusta?.
I partecipanti  riferisce Vatican News  erano
suddivisi in due insiemi: uno di 9 gruppi di cardinali elettori ordinari (inclusi nunzi e porporati
elettori che hanno concluso il servizio come ordinari) e laltro di 11 gruppi di cardinali elettori
della Curia romana e cardinali non elettori. Ci si
domanda: favorisce il dialogo questa suddivisione? Da qualche parte si sarebbe preferito che ogni
porporato intervenisse in plenaria, davanti a tutti,
per dire la sua, e magari un altro si alzava per condividere, o no, quella opinione. 

La riunione era vietata alla stampa; vietato poi
ai cardinali di fare interviste. Una collegialit a
porte chiuse per far sentire la propria voce al pontefice. Prassi, di per s, ragionevolissima; tuttavia,
non essendoci, oggi come oggi, unaltra Camera, dove siano, con il clero, rappresentati i laici,
oggettivamente sbilanciata.  un dato di fatto:
al momento, nella Chiesa romana il popolo di
Dio non ha il suo Concistoro dove vi siano, in
pari numero, donne e uomini; persiste, insomma,
a sessantanni dal Concilio Vaticano II, una stridente aporia canonica e teologica. Ma, si  appreso, Leone vuole tenere, come prassi, almeno un
Concistoro (cardinalizio) allanno, di tre-quattro giorni.
Quasi in contemporanea con lenciclica, il cardinale Arthur Roche, prefetto della Congregazione per il Culto divino, con una lettera al presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk),
mons. Wilmer, ribadiva che alle donne  proibito
predicare durante la messa, perch il compito 
riservato ai preti (ordinati); eppure, oltre che in
Germania, anche in molte zone dellAmerica latina ci sono donne che predicano durante le celebrazioni. Come spiegare, regnante Leone, e alla
luce di Mh, tale indifendibile testo?

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UN VESCOVO TEDESCO IN DIFESA DELLE DONNE.
Vescovo ausiliare di Essen dal 2008, monsignor
Ludger Schepers, classe 1953, al Katholikentag
svoltosi a met maggio a Wrzburg, ha fatto una
perorazione in sol maggiore del ruolo che dovrebbero 
avere le donne nella Chiesa romana.
Qualche flash. So che molti di voi sono stanchi
di sentire questa frase: Il ruolo delle donne  una
preoccupazione centrale della nostra Chiesa. Infatti, negli ultimi decenni questa frase  diventata un sedativo retorico, mentre in realt non  cambiato quasi nulla nelle rigide strutture di potere
[]. Dobbiamo smettere di fingere di aver bisogno di ancora pi gruppi di lavoro o di relazioni teologiche. Non abbiamo un problema di comprensione. Abbiamo un problema di applicazione []. Chiunque neghi alle donne la piena partecipazione ai ministeri, allordinazione e al processo decisionale mina la credibilit sacramentale della Chiesa fin dalle sue stesse fondamenta.
Il Concilio Vaticano secondo, nel 1965, nella costituzione Gaudium et Spes (n. 29) ci ha affidato un compito preciso: Ogni discriminazione basata
sul sesso deve essere superata perch contraria al
disegno di Dio. Ma diamo uno sguardo al Diritto canonico: il Codex Iuris Canonici [varato da Giovanni Paolo secondo nel 1983] continua a fungere
da baluardo dei privilegi clericali.
Finch il potere di giurisdizione (can. 129 1)
continuer ad essere legato esclusivamente allordinazione maschile, qualsiasi promozione delle
donne nella Chiesa non  altro che una partecipazione su richiesta. La trappola delle statistiche:
gli ultimi dati della Dbk (marzo 2025) mostrano
un aumento delle donne in posizioni di leadership, che raggiungono il 32,5%. Ma come membro della Commissione per le Donne, vi dico: le
statistiche non garantiscono la realt. Una donna
che guida una diocesi, ma che non ha diritto di
voto sacramentalmente garantito nelle decisioni
teologiche o disciplinari, continua ad essere strutturalmente inferiore. Stiamo consolidando legalmente una dottrina della disuguaglianza che non
possiamo pi permetterci.
Se affermiamo che solo il corpo maschile pu
rappresentare Cristo, di fatto stiamo dichiarando che le donne sono incapaci di riflettere pienamente limmagine di Dio. Questo contraddice
la verit biblica di Gen 1,27. Le donne non sono
meno capaci di essere Cristo. Dio si  fatto umano, non semplicemente uomo. Maria Maddalena non  stata unaiutante silenziosa.  stata la prima ad annunciare la Resurrezione. Una Chiesa
che la celebra, ma proibisce alle sue successore di
parlare dallaltare, sta agendo contro la propria
storia fondativa (lapostola Giunia, Lettera ai Romani 16,7).
E concludeva: Come vescovo, vi dico: la Chiesa
cattolica avr futuro solo se smetter di classificare i doni di Dio in base al genere []. Leviamoci
insieme per una Chiesa che finalmente diventi
ci che  destinata a essere: una comunit di fratelli e sorelle nelluguaglianza. Adesso.
Chiudiamo questo commento il 4 luglio, ascoltando lappassionato discorso di Leone 14esimo a Lampedusa, a difesa dei diritti dei migranti. Sosteniamo totalmente il suo invito allEuropa di
trattare con rispetto ed empatia i migranti che
solcano il Mediterraneo per salvare la loro vita.
Ma il vecchio continente, mentre applaude il
papa, a Bruxelles ha varato una serie di misure
punitive contro i migranti. E, altro tema, salvo
sviste, non abbiamo sentito nemmeno uno dei
300 vescovi italiani che abbia condiviso le parole
del vescovo Schepers. Paura della Curia romana?
Sbagliamo? Ai posteri lardua sentenza