I SERVIZI.

Grecia, crocevia del Mediterraneo.
GJERGJI KAJANA Giornalista freelance.

In un Mediterraneo orientale instabile, la Grecia rafforza il proprio peso strategico tra Nato, energia e sicurezza.

La pervasiva esposizione alle acque marittime
e la presenza di pi di 6mila isole nellintero perimetro del territorio greco proiettano
Atene nel contesto geopolitico del Mediterraneo
orientale, area di endemica instabilit, ma anche
di rotte energetiche e corridoi transcontinentali
attivi (come il Belt and Road Initiative cinese) o
in progettazione (come il Corridoio economico
India-Medio Oriente-Europa). Il sistema regionale  costituito da Grecia, Turchia, Repubblica
di Cipro, Siria, Libano, Israele, Palestina, Egitto
e Libia, racchiudendo Europa, Asia mediterranea
e Nord Africa. In questo contesto linsicurezza
 aumentata in seguito allattacco di Hamas su
Israele nel 2023 e le operazioni di Washington e
Tel Aviv sullIran e i suoi alleati.
La Repubblica ellenica  connessa ai passaggi
marittimi dellarea: il Mar Egeo la collega agli
stretti dei Dardanelli e del Bosforo, che portano
nel Mar Nero, mentre la vicinanza dellisola di
Creta con lEgitto lavvicina al Canale di Suez,
porta del commercio asiatico con lEuropa, un
flusso che vede nel porto greco del Pireo uno dei
suoi snodi principali.
Nel 2018 lallora ministro degli Affari esteri della
Repubblica ellenica, Nikos Kotzias, descriveva la
Grecia circondata da un triangolo di instabilit delimitato a Nord dallUcraina, a Est da Siria
e Iraq e a Sud dalla Libia, teorizzando che per
affrontarle serviva adottare un approccio di politica estera a 360 gradi. Le principali partite geopolitiche regionali di Atene riguardano Difesa e geoeconomia. Tramite un rafforzamento delle
capacit belliche e il mantenimento di un ruolo
di transito commerciale ed energetico la Grecia
sta tentando di accrescere la sua postura nellarea
impegnandosi soprattutto a contenere un rivale
storico: la vicina Turchia.

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LE DISPUTE TRA GRECIA E TURCHIA.
Le tensioni tra Atene e Ankara vertono innanzitutto sulla mancata delimitazione dei rispettivi
confini marittimi nazionali, la militarizzazione
greca delle isole dellEgeo orientale e lirrisolto
status di Cipro.
Il punto cruciale della disputa marittima attiene al controllo sullEgeo, nel quale la mancata
delimitazione condivisa dei confini bilaterali
ha effetti sulla definizione dei fondali marini,
dello spazio aereo nazionale e delle Zone economiche esclusive (Zee), aree nelle quali uno
Stato costiero esercita diritti sovrani sulle risorse ittiche ed energetiche. Entrambi i Paesi
applicano unestensione di 6 miglia nautiche
dalle coste nazionali della propria area di mare
territoriale sulla quale esercitano una sovranit esclusiva. Questo calcolo definirebbe il 35%
dellEgeo come greco, l8,8% turco e la parte
restante come acque internazionali, nelle quali
tutti gli Stati internazionalmente riconosciuti
godono di pari diritti.
Firmataria della Convenzione delle Nazioni
unite sul Diritto del mare (Unclos) del 1982,
Atene ritiene di poter estendere il proprio limite
marittimo fino alle 12 miglia previste dal trattato. La Turchia ha dichiarato che considererebbe
questa estensione un casus belli, pur valutando a
sua volta ladozione della stessa misura sul piano legislativo. Secondo le norme internazionali,
i confini marittimi e quelli aerei di uno Stato
coincidono. Il quadro si complica per perch la
Grecia ha esteso unilateralmente il proprio spazio aereo a 10 miglia nel 1931, mentre la Turchia
non ha ratificato la Convenzione Unclos e non
riconosce la posizione greca sulle delimitazioni
di mare e aria.
Da un punto di vista geopolitico, Ankara non riconosce la sovranit greca sullisola di Kastellorizo, attribuita alla Grecia dal Trattato di Parigi del 1947 pur trovandosi a soli due chilometri dalla
costa turca. La Turchia rivendica le acque a Sud
dellisola come parte della propria piattaforma
continentale, che secondo il diritto internazionale pu estendersi fino a 200 miglia nautiche dalla
linea di base, conferendo di conseguenza i diritti
di sfruttamento dei fondali marini. Atene contesta questa posizione, considerandola una violazione delle proprie acque territoriali. La disputa blocca di fatto la definizione delle rispettive Zee.
Sul piano regionale, la Turchia ha inoltre siglato un accordo di delimitazione delle Zee con il
Governo di accordo nazionale (Gna) libico, ritenuto per non valido da Grecia, Egitto e Unione europea perch non conforme alla Convenzione
delle Nazioni unite sul diritto del mare (Unclos).
Nel frattempo, Atene ha definito le proprie Zee
attraverso accordi bilaterali con Egitto e Italia.
Un altro punto di contrasto tra Grecia e Turchia
riguarda lo status militare di 23 isole dellEgeo
orientale. Secondo i trattati internazionali di
Losanna e Parigi, queste isole dovrebbero essere
smilitarizzate, ma Ankara accusa Atene di non
rispettare tale vincolo, avendo progressivamente
rafforzato la presenza militare e logistica su gran
parte di esse. Lultimo episodio segnalato riguarda 
il dispiegamento di sistemi missilistici Patriot
sullisola di Karpathos, avvenuto lo scorso marzo.
CIPRO: IL CONFLITTO IRRISOLTO
Membro dellUnione europea e a maggioranza
grecofona, Cipro rappresenta uno dei principali
punti di tensione tra Grecia e Turchia.
Sotto il dominio britannico dal 1878, lisola divenne, dagli anni Cinquanta, il centro di un movimento politico e di guerriglia che puntava allunione con la Grecia. Per gestire la crisi, il Regno
Unito coinvolse anche la Turchia nei negoziati,
dando avvio a un confronto tripartito sul futuro
assetto dellisola. In questa fase, Ankara si pose
come difensore della comunit turco-cipriota,
in un contesto segnato da crescenti scontri interetnici tra le due principali componenti dellisola. Cipro ottenne lindipendenza nel 1960, ma il conflitto non si arrest. Nel 1974, in seguito
a un colpo di Stato sostenuto da Atene contro
il presidente Makarios, la Turchia intervenne
militarmente occupando la parte settentrionale
dellisola.
Nel 1983, nellarea sotto controllo turco  circa il
38% del territorio  venne proclamata la Repubblica turca di Cipro Nord (Kktc), riconosciuta a livello internazionale solo da Ankara. La linea di divisione tra le due parti  ancora oggi presidiata
dalle forze delle Nazioni unite.
I negoziati per la riunificazione, promossi dallOnu, sono falliti soprattutto su due nodi: la definizione di un assetto istituzionale condiviso tra le due comunit e il futuro dispositivo di sicurezza,
incluso il ritiro delle truppe turche ancora presenti sullisola. La posizione greco-cipriota e di
Atene continua a puntare su una Cipro riunificata, mentre Ankara sostiene il riconoscimento del
Kktc e propone una soluzione basata su due Stati
separati, ritenuta lunica in grado di garantire la
tutela della comunit turco-cipriota.

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ALLEANZE E SICUREZZA.
Lappartenenza comune alla Nato riduce la possibilit di un conflitto armato diretto tra Grecia
e Turchia, ma la persistente rivalit spinge Atene a rafforzare una rete di alleanze bilaterali in
ambito securitario. Secondo lanalista politico
greco George Theodoridis, la Grecia dispone di
margini limitati di scelta in una regione geopoliticamente complessa: pochi Paesi possono essere
considerati partner affidabili in situazioni di crisi
e ancora meno veri alleati nel lungo periodo. Tra
questi individua Stati Uniti, Israele e Francia, accomunati anche da rapporti tesi o competitivi con la Turchia.
Il principale alleato strategico della Grecia restano comunque gli Stati Uniti. Atene ospita la base
navale americana della baia di Souda e garantisce
a Washington un accesso privilegiato al porto di
Alexandroupoli, sullEgeo, utilizzato come snodo
operativo verso il Mar Nero. Sul piano energetico, la compagnia statunitense ExxonMobil ha
annunciato lavvio, entro il 2027, di attivit di
esplorazione per gas naturale a Nord-Ovest di
Corf, nel Mar Ionio, in collaborazione con le
societ greche Energean e Helleniq Energy.
La Grecia  inoltre un punto di transito del Corridoio verticale del gas, una rotta infrastrutturale
progettata per far fluire il gas naturale  oltre il
60-70% del gas naturale che arriva in Grecia  di
origine americana  bidirezionalmente (da Sud a
Nord e viceversa) tra lEuropa sudorientale, lUcraina e la Moldavia. In questo contesto si inserisce anche la competizione con la Cina: il porto del Pireo  gestito dalla compagnia statale cinese
Cosco, e gli Stati Uniti sostengono quindi progetti alternativi, come lo sviluppo di un nuovo scalo
a Elefsina, nellAttica occidentale, che potrebbe
ridurre linfluenza cinese nella regione.
A livello europeo, il principale partner della
Grecia sul piano della sicurezza  la Francia,
considerata una delle potenze Ue con maggiore proiezione nel Mediterraneo. Nel 2021 i due
Paesi hanno firmato un accordo di cooperazione militare, poi rinnovato nel 2026. Lintesa prevede lassistenza reciproca in caso di attacco
da parte di un Paese terzo contro uno dei due
firmatari, oltre a un rafforzamento della collaborazione industriale e tecnologica nel settore della Difesa, con programmi congiunti di ricerca e lacquisto da parte greca di armamenti di
produzione francese. Sul versante orientale del
Mediterraneo, un altro asse rilevante  quello tra
Grecia, Cipro e Israele.
I tre Paesi hanno siglato a Nicosia nel 2025 un
accordo di cooperazione militare che prevede la
creazione, entro il 2026, di una forza trilaterale congiunta di circa 2.500 militari, attivabile in
caso di crisi. Dal Forum diplomatico di Antalya, il
ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha definito questa intesa una vera e propria alleanza
militare, sostenendo che la Turchia e altri Paesi
della regione ne sarebbero potenziali bersagli e
osservando che Ankara  in grado di proteggersi
da sola, pur riconoscendo che alcuni Stati pi
vulnerabili guardano con preoccupazione a questi sviluppi.
Tra i motivi di tensione per la Turchia rientra anche il rafforzamento militare di Grecia e Cipro
attraverso sistemi avanzati di difesa di produzione israeliana. Cipro ha gi attivato il sistema
Barak MX  un sistema modulare di difesa aerea
e missilistica progettato per intercettare aerei, elicotteri, droni, missili da crociera e balistici, con
un raggio dazione che varia da 35 fino a 150 km
 mentre Israele sta fornendo alla Grecia sistemi
di artiglieria a lancio multiplo per un valore complessivo di circa 650 milioni di dollari.

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ENERGIA E GEOPOLITICA.
Sul piano energetico, importanti giacimenti di gas
sono stati scoperti nel Mediterraneo orientale da
Cipro, Israele, Egitto e, in parte, nei Territori palestinesi. Per coordinarne lo sfruttamento  stato
creato lEast Mediterranean Gas Forum (Emgf ),
che riunisce Cipro, Israele, Egitto, Grecia, Giordania, Palestina, Italia e Francia. Allinterno di
questo quadro si inserisce anche il progetto del
gasdotto EastMed, pensato per trasportare il gas
israeliano verso lEuropa attraverso Cipro e la
Grecia fino alle coste pugliesi, ma al momento
sospeso per difficolt tecniche e costi elevati.
Nellottobre 2022  stata inoltre avviata uniniziativa per la costruzione di un interconnettore
elettrico tra Israele, Cipro e Grecia, con lobiettivo di collegare le reti energetiche regionali al
sistema europeo. Accanto a queste alleanze regionali, Atene ha sviluppato anche una rete di
cooperazioni extra-mediterranee.
La Grecia ha firmato con gli Emirati Arabi Uniti un accordo di cooperazione in politica estera
e difesa: Abu Dhabi ha fornito componenti per
unit navali ed elicotteri da combattimento greci, mentre la Grecia ha esportato sistemi di difesa aerea e antimissile. Unintesa simile riguarda lArabia Saudita, che ha ricevuto sistemi Patriot
insieme a personale addestrato per il loro utilizzo,
impiegati anche nella difesa contro attacchi provenienti dallIran. Pi recentemente, il 9 febbraio
scorso, Grecia e India hanno firmato una dichiarazione dintenti per rafforzare la cooperazione
nel settore dellindustria della difesa.
Per la Grecia, dunque, il Mediterraneo orientale
non  soltanto il proprio spazio geografico di appartenenza, ma il principale banco di prova della
sua politica estera. Le tensioni con la Turchia, la
partita energetica e la ricerca di nuove alleanze
mostrano come Atene stia cercando di ritagliarsi
un ruolo pi incisivo in una regione attraversata da crisi e trasformazioni profonde. Resta per
aperta la domanda se questo attivismo sar sufficiente a tradursi in una maggiore stabilit regionale o se finir per alimentare ulteriormente una competizione geopolitica gi particolarmente
intensa.