Non  una novit, "Italia.
Una storia d'amore", ma lo torna a essere grazie alla ripubblicazione di Vallecchi.
Il breve romanzo di Piero Meldini, uscito nel 2012 da Mondadori, rientra in libreria con la sua grazia appartata, la precisione di una scrittura che non spreca nulla e una Rimini ottocentesca che non ha il sapore della cartolina.
E' la citt che sta imparando a diventare localit balneare, fra tram a cavalli, villeggianti di rango, Pagoda cinese e il Kursaal appena inaugurato.
Il ritorno del libro coincide con un appuntamento tutto romagnolo.
Domani, alle 18, Meldini sar alla biblioteca 'Panzini' di Bellaria Igea Marina per la sesta edizione de 'La Romagna dei libri', rassegna che riunisce autori ed editori del territorio.
Sar l'occasione per incontrare uno scrittore che alla Riviera ha dedicato pagine fra le pi personali e meno convenzionali della sua produzione.
Il romanzo si apre a Bologna, nella primavera del 1915, quando nelle strade gi ribollono le manifestazioni interventiste.
Seduto a un tavolino di fronte a piazza Nettuno, Achille racconta a un vecchio amico, Domenico, un'avventura accaduta quarant'anni prima.
Nel luglio del 1875, giovane squattrinato, passionale e un po' presuntuoso, Achille viaggia in treno da Bologna verso Ancona.
Incontra Elvira, bellissima, misteriosa, pronta a concedersi e a sottrarsi nello stesso gesto.
I due scendono a Rimini.
Trascorrono insieme un giorno e una notte che per lei resteranno forse un episodio, per lui diventeranno invece il metro di ogni amore futuro.
Nell'avvio sul vagone c' una tensione che pu richiamare Il treno di Simenon: il viaggio come parentesi in cui l'esistenza devia, la donna incontrata per caso come incarnazione di un destino che passa una volta sola.
Ma Meldini procede in tutt'altra direzione.
Non gli interessa il congegno del romanzo nero, n l'ambiguit come fine.
Gli interessa l'istante in cui un uomo capisce, troppo tardi, di avere avuto davanti ci che cercava.
Rimini  molto pi di uno sfondo.
E' il luogo del primo turismo balneare, ancora ristretto e altolocato, con i suoi rituali e le sue gerarchie.
Il Kursaal, aperto nel 1873,  il cuore di quelle pagine.
Achille lo osserva con aria critica: si aspettava un edificio pi monumentale e trova una costruzione che gli pare troppo contenuta, con la parte alta "appollaiata" come un piccolo cappellino sulla testa di una matrona.
Elvira invece resta colpita dalla scalinata, dalle colonne doriche, dalle terrazze.
E' un passaggio sottile e decisivo: lui, che crede di possedere il gusto e il giudizio, scopre la forza di uno stupore che non sa concedersi.
Poi il romanzo entra nell'atrio del Kursaal: i divani e i sof color porpora, le signore con i ventagli, i piccoli gruppi di habitus, il brusio che rimbalza sulle pareti.
Sono dettagli che non servono a ricostruire un'epoca per compiacimento antiquario.
Meldini li usa per mettere in scena una societ, con le sue pose e le sue ipocrisie, e per far emergere meglio la distanza fra Achille ed Elvira.
Lui vorrebbe classificarla, comprenderla, forse dominarla con l'ironia.
Lei gli sfugge, proprio perch conserva una zona che lui non riesce a decifrare.
In poco pi di cento pagine, Italia.
Una storia d'amore riesce a tenere insieme il racconto privato e il passaggio della Storia, la vigilia della guerra e la memoria di una stagione che gi nel 1915 appare remota.
Elvira  una figura viva, mai ridotta a simbolo, anche se il titolo invita a intravedere in lei qualcosa di pi: un Paese desiderato e incomprensibile, seducente e incapace di farsi trattenere.
Meldini scrive con misura, senza mai premere sul pedale della nostalgia.
Un gesto, una frase trattenuta, una mano baciata, un addio senza rimedio gli bastano per costruire un sentimento che resta.
La nuova edizione Vallecchi restituisce dunque un libro breve e prezioso, da leggere per la sua storia e per la Rimini che evoca: non la Riviera da celebrare, ma la citt incerta e luminosa dove una notte pu finire e continuare a cambiare un'intera vita.
Carlo Cavriani.

