ITALIA 3 SVEZIA 1 (21-25, 26-24, 25-21, 25-23) ITALIA: Orro 4, Antropova 22, Danesi 5, Egonu 27, Sylla 14, Fahr 9, Fersino (L), Spirito, Cambi, Adigwe, Giovannini, Meli 1, ne Nervini, Nwakalor. All. Velasco.
SVEZIA: Hellvig 11, Olofsson 2, I. Haak 43, A. Haak 10, Andersson 5, Julevik, Brink (L), Gustafsson 5, ne Muhizi, Tabron, Malm, Hallin, Edlund, Ottosson. All. Micelli.
Arbitri: Portela, Simonovic. Note: Spettatori: 1745 . Durata: 26', 28', 26', 26'. Tot.: 106'. Italia ace 3, bs 7, m 4; Svezia ace 4, bs 7 , m 9. VOLLEY di Doriano Rabotti Per fortuna che Paola c'. Egonu ce l'abbiamo solo noi, e in pi abbiamo anche Antropova, e un gruppo di ragazze che forse non vinceranno l'Europeo, ma di sicuro hanno un carattere invidiabile.
Hanno anche problemi tecnici su cui servir ancora lavoro, intesi come squadra, ma intanto sono arrivate a giocarsi sabato a Istanbul una semifinale contro la vincente di Polonia-Olanda che si sfidano oggi.
E l'hanno fatto aiutandosi quando la paura poteva tagliare le gambe.
Per fortuna che Paola Egonu e Kate Antropova ci sono, perch nel momento in cui davvero le azzurre hanno rischiato di andare a casa, sono state le bordate delle due punte d'attacco a permettere di restare agganciate al sogno della tripla corona.
Contro un fenomeno come Bella Haak e un tecnico come il marchigiano Micelli che ha saputo mettere a nudo i problemi attuali delle azzurre, Velasco ha insistito sul sestetto a due punte e in realt i problemi maggiori l'Italia li ha avuto al centro.
Perdendo il primo set, rischiando di farlo anche nel secondo e poi nel quarto, chiuso da un attacco di Myriam Sylla ("brave ad avere gli occhi della tigre dopo esserci risistemate") che si vede poco ma di questo gruppo  il vero termometro morale.
La paura c' stata nel secondo set, quando sul 21-23 Egonu firma il pareggio e poi tre punti di Antropova scacciano i fantasmi.
Anche nel terzo, condotto ampiamente dalle azzurre che per si fanno agganciare sul 21, ci pensa Egonu.
E nel quarto, dopo aver subito la rimonta dal 19-14 al 20-22, Egonu e un errore dell'alzatrice avversaria danno il pari, Sylla mura Haak, matchpoint con difesa di Orro e attacco di Egonu, Bella annulla il primo, poi Sylla porta l'Italia in semifinale.
"Io sono contentissima e superfiera di come siamo rimaste lucide - ha detto Paola Egonu alla fine-, dopo il primo set ci siamo riordinate e arriviamo preparate per la fase finale.
Complimenti a Bella Haak, gioca sempre partite grandissime, ma brave noi perch siamo riusciti a toccarla e difenderla". Per lunghi tratti in effetti la partita  stata Haak contro tutti, ma alla Svezia stava quasi bastando.
"Abbiamo faticato sempre a tenere Isabella, poi ci siamo unite e ci siamo dette di fare meglio il cambiopalla, l'importante era avere il pass per istanbul ed essere le prime quattro", ha detto capitan Danesi, che ieri ha faticato ed  uscita nell'ultimo set per Meli.
L'altra protagonista  stata Antropova: "Se non si soffre non ci piace.
Non abbiamo giocato alla perfezione, pi ci si avvicina alle partite decisive e pi la tensione sale.
Dobbiamo prendere le cose buone da questa partita, ed  che quando vogliamo ci siamo.
E' la forza del gruppo" Nell'altro quarto, tutto facile per la Serbia del simpaticone ct Terzic, 3-0 alla Grecia.
Oggi a Istanbul alle 15 Polonia-Olanda, alle 18 Germania-Turchia: tranne quello dell'Olanda, tutti i ct sono italiani (Lavarini Polonia, Bregoli Germania, Santarelli Turchia).
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
