Una vera e propria emorragia che non accenna a placarsi.
Il centro storico di Reggio continua a perdere pezzi.
Tra i negozi che abbasseranno presto le serrande c' anche More-Made with love, che si trova lungo via Carlo Farini.
In questi giorni  infatti partito il fuori tutto fino al 19 settembre, data della definitiva chiusura.
Il negozio, specializzato in abbigliamento da donna ha infatti deciso di chiudere la propria sede fisica, anche se non cesser l'attivit di vendita.
Il negozio era stato aperto alcuni anni fa da Anastasia Posi (ma da tutti conosciuta in citt come Asia), in un periodo molto particolare: l'inaugurazione dello store era infatti arrivata nel maggio 2020, quando il mondo intero stava tentando di rialzarsi dopo la prima fase della pandemia.
Per gli affezionati clienti comunque la buona notizia c': anche se il negozio chiuder, la vendita degli abiti continuer infatti online:"Continueremo l'attivit online: sul nostro sito i clienti potranno continuare ad acquistare i loro abiti", racconta Luana, che da qualche mese lavora nel negozio.
In questo caso va sottolineato che la scelta  dettata principalmente a motivi personali della titolare, ma non solo: "Abbiamo valutato diverse opzioni, tra cui quello di spostarci in una sede diversa, ma alla fine non sarebbe stato comunque conveniente". Anche More infatti  rimasto vittima della desertificazione del centro storico reggiano, come testimoniato dalla stessa Luana: "Ormai ci sono sempre meno persone in giro, questa mattina ad esempio saranno entrate cinque persone, nonostane ci sia il fuori tutto.
Nel weekend va meglio, ma non  comunque sostenibile.
In generale vedo tante realt che come noi sono costrette a chiudere", racconta Luana.
La scelta di puntare sull'e-commerce  per piuttosto logica per More: "Reggio  solo una parte del nostro giro d'affari: abbiamo infatti ordini da tutta Italia". Un successo arrivato anche grazie al lavoro svolto sui social: la pagina, omonima del negozio conta infatti oltre 15mila follower su Instagram. m.p.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
