di Lara Maria Ferrari Un altro apprezzato punto vendita al dettaglio si appresta a spegnere le luci in centro storico.
Il prossimo 20 settembre abbasser la saracinesca il negozio di scarpe Frau, un'insegna ben conosciuta dai reggiani.
Dietro la scelta non c' la ricerca di polemiche, ma la registrazione di un cambiamento avvenuto nel tempo, nelle abitudini di consumo, e di una presa d'atto di una realt economica e sociale che, giorno dopo giorno, ha reso difficile, se non insostenibile, la prosecuzione dell'attivit in citt. A spiegarlo con grande lucidit  il titolare, Giovanni Bonini, che mantiene comunque attivo il punto vendita di Parma: "La chiusura deriva da una decisione aziendale.
I motivi? Molti sono davanti ai nostri occhi e si possono desumere facilmente da una crisi del commercio al dettaglio, provocato da varie concause". Analizzando il quadro senza sconti, Bonini elenca i fattori che stanno svuotando i centri storici tradizionali a favore di nuovi modelli di consumo e fruizione urbana.
"Gli outlet, i centri commerciali, l'on line — rimarca l'imprenditore — pesano in modo determinante". Ma a incidere non  solo la concorrenza della grande distribuzione e del web; sul piatto della bilancia pesano anche le criticit legate alla vivibilit urbana.
"Ci sono anche le cattive frequentazioni, un certo 'giro' di persone che bazzicano il centro storico, che rendono la vivibilit delle strade un problema, specie d'inverno nelle ore serali, verso le 19,30, orario di chiusura, contribuendo a rendere le piazze meno appetibili". Una combinazione di fattori che incide direttamente sulla percezione di sicurezza e sulla frequentazione delle vie dello shopping nelle ore pi delicate della giornata.
Nonostante l'addio a Reggio Emilia, l'esperienza imprenditoriale di Bonini non si ferma del tutto: "Ho ancora aperto il negozio di Parma, speriamo di continuare", afferma con pacatezza, registrando un dato di fatto che va ben oltre i confini locali.
Quella di Reggio, infatti, non  un'eccezione isolata, ma il sintomo di una febbre che contagia molti centri urbani di medie dimensioni.
"C' poi un effetto contagio da non sottovalutare — conclude il titolare di Frau —. Le criticit non riguardano certo soltanto Reggio, ma tante altre citt, nelle quali esistono situazioni simili e si condividono certi timori riguardo la tenuta del commercio". Timori che finiscono col generare un'allerta sentita e diffusa non solo a Reggio, ma un po' in tutto il Paese.
Una riflessione che suona come l'ennesimo campanello d'allarme per il futuro del commercio di vicinato, sospeso tra la desertificazione delle strade, i problemi di sicurezza percepita e la sfida digitale e della grande distribuzione.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
