di Stefano Ceccanti Contro il rilancio della tradizionale ipotesi di un doppio turno nazionale sono state avanzate varie critiche.
Semplice rispondere a quelle costituzionali.
La Corte non ha bocciato nella sentenza Italicum il ballottaggio in s, ma solo quel particolare tipo che era previsto dalla legge, ponendo l'esigenza che le liste o coalizioni che si affrontano in esso debbano essere gi sufficientemente rappresentative sulla base dei risultati del primo turno.
Nella stessa sentenza ha ammesso come legittimo un premio che col 40 per cento dei voti possa portare al 55 dei seggi e ha invitato a varare leggi per le due Camere tali da ridurre al minimo la possibilit di maggioranze diverse.
Pertanto si pu tranquillamente prevedere un ballottaggio per entrambe le Camere, ponendo una soglia per le coalizioni sulla base dei risultati del primo turno e stabilendo che il premio si assegni solo se il vincitore  il medesimo.
Comprendendo che questa critica costituzionale  inconsistente, essa viene spesso trasformata in critica politica: la soluzione sarebbe inopportuna perch la soluzione migliore sarebbe se un'unica Camera desse la fiducia e il ballottaggio si giocasse solo l. Questa critica in s sarebbe giusta, ma  ispirata da una logica di fuga benaltrista.
Siccome non esistono i margini per una riforma costituzionale ora, chi  d'accordo sul ballottaggio dovrebbe rinunciare? Il riformismo  antitetico al benaltrismo e del resto varie proposte parlamentari in passato, da Nicoletti a Balduzzi, hanno previsto il bene possibile del ballottaggio su due Camere.
La verit  che l'ostacolo non sono le critiche teoriche, ma la logica del breve periodo.
In questo momento il centro-destra teme l'ascesa di Vannacci e pensa che mantenendo il turno unico possa convincere col voto utile una parte degli elettori a votare per FdI e per la Lega anzich per la nuova forza estremista, mentre col ballottaggio essa potrebbe crescere molto con la logica del voto sincero.
Si tratta di una lettura a freddo, distante dalle elezioni.
Ma la logica del premio in un turno unico, quando si  nel vivo delle scelte a ridosso del voto porta con s una tentazione fatale: se ci si accorge che l'altro schieramento  in testa si finisce col cedere a chiunque portandolo nella propria coalizione.
Se qualche settimana prima della chiusura delle liste il centro-destra temesse di perdere senza Vannacci resisterebbe alla tentazione? Molto probabilmente no e quindi non solo crescerebbe essendo ormai un alleato contro cui l'argomento del voto utile non potrebbe esser usato, ma sarebbe dentro maggioranza e governo.
Allo stesso modo il cosiddetto campo largo rinuncia a sostenere il doppio turno, posizione storica del centrosinistra, registrando con soddisfazione i veti di Salvini, nonostante i tentativi di negare l'abiura, perch vede il problema solo per l'altro schieramento.
Tuttavia come a destra  sorto Vannacci esiste spazio politico per una lista speculare sull'estrema sinistra, da lanciare dopo le primarie, inevitabili quanto laceranti.
Anche qui domina il breve periodo.
Proseguendo cos, entrambe le coalizioni principali non solo bocciano il ballottaggio, ma pongono le condizioni perch nessuna di esse arrivi al 42 per cento e avendo negato qualsiasi dialogo tra di loro, con toni che peseranno anche in futuro, fanno immaginare un futuro Parlamento del tutto ingovernabile, incapace di intese post-elettorali, nonostante la moral suasion del Quirinale.
Il breve periodo mangia il futuro.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
