"Sono il pap del diciassettenne arrestato.
Vorrei poter confermare in prima battuta che mio figlio  assolutamente colpevole delle azioni commesse e deve pagare la sua pena, ma mi sconcerta il fatto che sono pi di 2 anni che ci rivolgiamo agli assistenti sociali del Comune di Pesaro e del tribunale di Ancona chiedendo a mani giunte l'inserimento di nostro figlio in una struttura protetta e la risposta  sempre stata la stessa, finch non commette un reato non pu essere inserito nel sistema.
Scherziamo?". Inizia cos una lunga lettera indirizzata al Carlino, firmata e inviata via mail alle 18,47 di ieri pomeriggio in redazione dal padre del ragazzo pesarese che domenica mattina era alla guida della Lancia Y rubata la notte prima in via Tombesi.
Il minorenne aveva bruciato l'alt della polizia e aveva attraversato mezza Pesaro a tutta velocit, inseguito prima dalle Volanti della Polizia e poi anche dai carabinieri.
In auto c'erano altri due giovani, di cui un 20enne arrestato.
La corsa era terminata solo con lo schianto contro un muretto e due auto in sosta.
Ieri il tribunale dei minori di Bologna ha convalidato il provvedimento restrittivo a suo carico per tutte e tre le contestazioni (furto, violazione di domicilio e fuga all'alt). Per lui  stato disposto il collocamento in comunit. Dopo il fermo la tensione sarebbe proseguita anche in Questura.
"Oltretutto di reati ne sono stati commessi - prosegue la lettera -, ma dipende sempre tutto dalla gravit, quindi per prevenire esiste poco o niente.
Il ragazzo  minorenne, la famiglia si rende disponibile da subito e le strutture non ci sono, perfetto!! Per l'avvio della prima procedura  passato pi di un anno e mio figlio  Adhd grave, riconosciuto e con comportamenti oppositivi ed aggressivi, pensate solo fuori o anche in casa? Come  possibile che passi cos tanto tempo prima di gestire una situazione di questo tipo? Abbiamo perizie mediche e continue richieste di aiuto cadute nel vuoto.
Ho scritto anche al primo cittadino di Pesaro che plaude alle attivit coordinate tra polizia, e sistemi di videosorveglianza, ma non si premura di dire il resto e questo  poco rispettoso per le famiglie che invece hanno fatto il possibile per aiutare il proprio figlio.
Ho nascosto per mesi i medicinali nei pasti di mio figlio perch era l'unico modo per farglieli assumere finch ovviamente non si  accorto.
Anche quando si  opposto non vi  stato obbligo da parte di nessuno e noi genitori da soli lo abbiamo detto che non riuscivamo a gestire la situazione.
Mio figlio  riuscito persino a dileguarsi dalle mura della questura di Pesaro gi in stato di arresto, fortunatamente  venuto a casa ed ho richiamato io le forze dell'ordine per farlo arrestare e poter sperare che finalmente si potesse fare qualcosa per lui.
Preciso inoltre che nonostante la nostra richiesta di trasferimento in una struttura, anche la mattina dell'arresto, durante un confronto con le forze dell'ordine ci sono stati invece convalidati i domiciliari e se non fosse stato per i fatti poc'anzi spiegati probabilmente ancora si starebbe a nicchiare su una situazione che era gi ai limiti.
E' comodo puntare il dito sulle famiglie perch si fa prima a risolvere il problema, ma io, da padre, che si sente mortificato per l'accaduto che non ha colpito solo la nostra famiglia la mia voce la voglio fare sentire e mi piacerebbe che le valutazioni fossero pi approfondite.
Ovviamente in tutto questo la cosa pi importante  che non sia stato coinvolto nessuno e che nessuno si sia fatto male, non lo avrei sopportato.
In ultimo tutte le immagini circolate sui giornali, social e telegiornali riprendono un minorenne e sappiamo tutti che questa cosa non potrebbe nemmeno essere fatta, senza contare i commenti al veleno di chi i figli nemmeno li ha e che pensa che l'Adhd sia una nuova bevanda". Antonella Marchionni.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
