di Stefano Fogliani REGGIO EMILIA Per trovare la Juventus in campionato, al Sassuolo baster aspettare una decina di giorni, visto che domenica 13 si gioca Sassuolo-Juventus al Mapei Stadium. Per farne l'avversaria cui contendere gli ottavi di finale di Coppa Italia - in programma a dicembre - i neroverdi hanno invece faticato molto, ma molto di pi. Alla squadra di Aquilani sono serviti infatti 100' di partita (recupero compreso) e quattro rigori trasformati per andare oltre il Frosinone.
Neopromossa, la squadra di Alvini, ma combattiva e organizzata.
E in fiducia, dopo aver imposto alla Fiorentina, sabato, un 3-0 a domicilio.
In grado, insomma, di tenere a lungo sulla corda i neroverdi dentro una gara chiusa sull'uno a uno al 90', e poi risolta dal dischetto.
Dagli 11 metri il Sassuolo, che qualcosa aveva sbagliato nel corso della gara,  stato infallibile - gol di Berardi, Thorstvedt, Esposito e Bakola - mentre i ciociari, quasi perfetti per 90', hanno consegnato il terzo penalty alla parata dell'ex Turati con Amey e alla curva, con Hasa, il tiro che valeva tutto.
Morale? 5-4 per il Sassuolo, ma fatiche diffuse, quelle spese dai neroverdi sul prato reggiano, arroventato da un pomeriggio estivo che ne ha comunque premiato l'impegno in coda ad una gara non priva di colpi di scena.
Giocata a viso aperto da entrambe le squadre.
In vantaggio ci va, con Domnguez, il Sassuolo, che prima aveva sprecato l'inenarrabile con Bowie (8') e con lo stesso Dominguez (15'), ma il Frosinone, che a sua volta aveva insidiato Turati in pi occasioni, si rif sotto con Terzic nel recupero del primo tempo, pareggia, dicendo che a fare da comprimario non ci sta.
E aggiunge le occasioni del primo tempo a quelle del secondo.
Segnano la rete del possibile sorpasso, i ciociari, con Birligea poco prima dell'ora di gioco - ma l'attaccante ospite  in fuorigioco - e con Cichella al 28' s.t., ma il Var ne vanifica la prodezza.
Il Sassuolo, che nel frattempo ha azionato i cambi - primi minuti in neroverde per Van der Brempt ed Esposito, ma dentro anche big come Berardi, Laurient e Bakola, che qualcosa costruiscono ma non finalizzano - variando tra 4-3-3 e 4-2-3-1, con presenza fissa di Thorstvedt, Leysen, Odenthal, Cinquegrano e Ghion, arriva alla fine non senza rischi (nel recupero Bobcek calcia sul fondo e Turati si supera su Hasa) ma la sfanga.
Rimandando la resa dei conti ai rigori.
Che premiano la squadra di Aquilani.
Non necessariamente migliore dei ciociari, ma pi cinica quando  servito.

