VENEZIA Il primo film in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, Ink, racconta la storia della furiosa corsa verso i successo del Sun, il tabloid britannico diventato in pochi anni il quotidiano pi venduto in Gran Bretagna e nel mondo.
Si parte dall'acquisto del giornale nel 1969 da parte di un giovane e aggressivo Rupert Murdoch, interpretato da Guy Pearce.
Alla regia c' Danny Boyle, il regista inglese di Trainspotting e di The Millionaire (vincitore di otto Oscar, tra cui miglior film e migliore regia, nel 2009) . Nel ruolo del direttore del quotidiano c' Jack O' Connell. Tutto nasce da un'opera teatrale di James Graham, andata in scena nel 2017 e approdata anche, con successo, a Broadway. Ma non tutto  stato semplice, dice Boyle, 70 anni a ottobre.
"E' un film sulla Gran Bretagna e su Fleet Street, la strada dove si facevano tutti i giornali.
Oggi, nessuno sa pi che cosa sia Fleet Street. E quando dicevo a tutti che facevo un film chiamato Ink, inchiostro, mi dicevano: ah,  un film sui tatuaggi? Alla fine siamo riusciti a farlo, con pochi soldi, e siamo arrivati alla Mostra del cinema.
Ne sono molto felice". La storia del Sun, dice Danny Boyle, " la storia di due underdog, di due outsider. Uno  Rupert Murdoch, l'imprenditore che veniva dall'Australia e che ha dovuto affrontare lo scetticismo e la discriminazione di chi veniva da fuori.
L'altro  il direttore del giornale, Larry Lamb, che veniva dallo Yorkshire, un provinciale che voleva fare qualcosa di differente". Boyle vede la storia del Sun non tanto come quella di un giornale che, pur di vendere pi copie, passerebbe sopra il cadavere di chiunque - e un episodio, nel film, rende questa sensazione quasi letterale - ma come un quotidiano che parla il linguaggio della gente.
"La storia del Sun  quella di un giornale che ha rappresentato una boccata d'aria fresca in una societ, quella britannica, molto rigida e conservatrice.
The Sun ha combattuto la sua battaglia contro un gigante monolitico come il Daily Mirror, che scriveva in modo paternalistico, antico.
The Sun  stato divertente, ribelle.
Ed era importante che anche il film fosse divertente e ribelle". Fra le fonti di ispirazione, ce n' una che sorprende.
"Per me, il personaggio del direttore Lamb richiamava quello di Al Pacino nel Padrino parte II.
Ho detto allo scenografo: fai in modo che l'ufficio del direttore ricordi proprio Il Padrino.
Per me il film di Coppola  stato un'ispirazione: spero che nessuno lo trovi troppo blasfemo…". "Ho cercato di non rendere Murdoch un mostro", dice Boyle.
E Guy Pearce rivela che lo stesso Murdoch era soddisfatto della scelta del cast: "Ho scambiato alcuni messaggi con Elizabeth Murdoch, sua figlia, e mi ha detto: “Pap  molto contento che tu lo interpreti“. A quell'epoca, non aveva ancora visto il film, per". Boyle ha definito il giornalismo "uno dei grandi pilastri di ogni civilt", perch "sbatte la verit in faccia al potere". E ha riconosciuto le minacce che i giornalisti si trovano ad affrontare nell'era dell'intelligenza artificiale.
"Il pericolo - ha detto Boyle -  che i giganti tecnologici siano in grado di rimpiazzare i giornalisti.
Ma pensiamo che questo giornalista basato sull'IA dir la verit al potere che lo ha creato?". Giovanni Bogani    RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
