di Alberto Greco Il Censis consegna una fotografia per Unimore certamente da migliorare.
Tra le punte di eccellenza c' il dato relativo alle prospettive occupazionali dei suoi laureati, il pi importante poich capace di evidenziare il reale apprezzamento e l'efficacia dei percorsi di studio offerti dall'ateneo da parte del mondo del lavoro, industria, sanit, sociale.
Unimore brilla e ha pochi pari, anche grazie alla capacit di un sistema economico-industriale e culturale davvero dinamico e con fame di laureati per restare competitivo a tutti i livelli.
"La classifica Censis registra un risultato trasversale all'intera offerta formativa - fanno sapere dall'universit - ottiene 104 punti nell'occupabilit, secondo valore tra i grandi atenei statali italiani, la categoria che comprende universit con popolazione tra 20 mila e 40 mila iscritti.
L'indicatore considera il tasso di occupazione a un anno dal conseguimento del titolo dei laureati". Dato coerente con quanto rilevato dal Rapporto AlmaLaurea 2026, che colloca Unimore al primo posto tra i grandi atenei pubblici, non politecnici, per l'occupazione dei laureati di secondo livello, dove si raggiunge il 90% a un anno dal titolo, a conferma della sua capacit di favorire un ingresso rapido nel mondo del lavoro.
Ma, approfondendo l'analisi che ha confrontato la qualit di 70 atenei italiani, emergono anche criticit che posizionano Unimore all'11esimo posto della classifica dei grandi atenei (punteggio 83.0/110) mentre sei anni fa nel Unimore era settima con 87.5 punti.
"Si tratta di un'analisi basata sulla valutazione - dicono i ricercatori del Censis - relativamente a strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, livello di internazionalizzazione, comunicazione e servizi digitali, occupabilit. L'eredit lasciata dalla precedente gestione, conclusasi il 31 ottobre 2025, ha frenato sia la crescita dimensionale dell'ateneo (qualche migliaio di iscritti in meno specie nella sede di Reggio Emilia), che la ricerca del merito, per la dispersione di corsi non sostenuti da una adeguata qualit della didattica e della ricerca". Nonostante questo Unimore conquista il primo posto, ex aequo con Trieste, nel gruppo linguistico delle lauree triennali; il secondo posto nel gruppo delle triennali di professioni sanitarie; il terzo posto nel gruppo agrario-forestale e veterinario delle lauree magistrali biennali.
A queste performance si aggiungono anche il quinto posto per le lauree triennali economiche e per le lauree magistrali a ciclo unico in Farmacia e Chimica e tecnologie farmaceutiche; il sesto nelle magistrali linguistiche e nella magistrale a ciclo unico di Giurisprudenza; il settimo per le triennali scientifiche; l'ottavo di Medicina e chirurgia.
"Essere tra i primi Atenei italiani in aree disciplinari cos diverse - dice la rettrice Rita Cucchiara, determinata a migliorare la tendenza -  il segno della forza di Unimore come universit multidisciplinare.
La qualit non nasce da un'eccellenza isolata, ma dall'incontro tra competenze, dalla contaminazione tra discipline e da una visione unitaria della formazione, della ricerca e dell'innovazione.
Molti dei nostri percorsi sono progettati per integrare solide competenze disciplinari con l'innovazione scientifica e tecnologica, formando professionisti e ricercatori capaci di costruire il futuro insieme".
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
