di Valentina Reggiani Il video  chiaro ed agghiacciante: arrivano a velocit spropositata al centro dell'incrocio, passando con il semaforo rosso per poi piombare sulla Lancia Y sulla quale era trasportata la signora Antonietta Berselli, deceduta a seguito del terribile impatto.
Dopo di che uno dopo l'altro e con mossa fulminea, i quattro escono dall'Alfa Romeo sulla quale erano a bordo e, senza voltarsi indietro, incuranti della tragedia causata corrono pi velocemente che possono per sfuggire alla cattura.
Il Gip Donatella Pianezzi, su richiesta della procura ha disposto il giudizio immediato per i due cugini rom, 19 e 20 anni che erano uno al volante e l'altro passeggero dell'Alfa Romeo che, lo scorso 28 febbraio, in zona Crocetta, si schiant contro l'auto di mamma e figlia, provocando il decesso dell'anziana solo al fine di garantirsi la fuga e, quindi, l'impunit. L'udienza di smistamento era stata fissata per entrambi il 17 settembre alle ore 9 ma la difesa del conducente, accusato tra gli altri reati di omicidio stradale, ha chiesto per il proprio assistito il rito abbreviato.
L'udienza in questo caso  quindi slittata al 19 ottobre mentre per l'altro imputato - difeso dall'avvocato Luca Lugari - si procede con rito ordinario.
Il Comune, intanto, ha fatto sapere che si costituir parte civile nel procedimento.
I due imputati, al pari degli altri due parenti minorenni che si trovavano a bordo dell'auto (per i quali procede la procura dei minori), rispondono in concorso anche di resistenza.
Quel giorno, infatti, i militari del 5  reggimento Carabinieri 'Emilia Romagna' di Bologna, (compagnia di intervento guidata dal tenente colonnello Camillo Giovanni Meo) intimarono al mezzo l'alt di polizia, utilizzando i dispositivi sonori e luminosi ma il conducente, per sottrarsi al controllo, aument bruscamente la velocit di marcia, dandosi alla fuga con condotta di guida spericolata, compiendo una serie di manovre pericolose nel centro abitato.
Il giovane, al volante dell'Alfa sfrecci infatti a folle velocit, seppur inseguito dai militari e incurante degli altri utenti della strada, in quel momento trafficata, per poi oltrepassare a forte a velocit l'intersezione nonostante il semaforo rosso e infine sorpassare le auto incolonnate e ferme al semaforo, invadendo cos la corsia di marcia opposta per schiantarsi infine contro l'auto delle vittime che stava regolarmente svoltando.
Nel video delle telecamere installate proprio in quell'incrocio, emerge la disperazione della conducente del mezzo travolto alla vista della propria mamma, Antonietta Berselli ferita gravemente e deceduta poco dopo proprio a causa delle lesioni riportate nello schianto.
Al conducente viene contestata l'aggravante di aver commesso il fatto a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di linea continua, cagionando per colpa la morte della donna.
Il 20enne tra l'altro si era messo al volante pur essendo privo di patente e il veicolo sprovvisto di assicurazione obbligatoria ed  accusato anche di lesioni aggravate ai danni della figlia della vittima che ha riportato traumi per una prognosi di trenta giorni.
Entrambi gli imputati, infine, rispondono di omissione di soccorso e porto abusivo di un coltellino a serramanico, tre forbici e un cacciavite rinvenuti nel mezzo dai militari.
Grazie alla prontezza dei carabinieri del quinto reggimento, tre dei quattro nomadi quel giorno erano stati immediatamente bloccati: il conducente e i due minorenni.
L'altro imputato, il cugino appunto si  consegnato successivamente alle forze dell'ordine, sentendosi braccato.
Diverse le parti offese nel processo, ovvero la figlia e i nipoti della signora Antonietta.
Come noto il ventenne nomade che si trovava al volante del mezzo  uscito dal carcere, cominciando a scontare gli arresti domiciliari - a seguito di un'istanza degli avvocati difensori - all'interno del camper dove vive la famiglia.

