FINALE EMILIA La realizzazione di impianti agrivoltaici a Finale,  che si teme possa raggiungere una estensione di 430mila ettari, continua ad alimentare reazioni preoccupate.
"Visto l'allarme e lo sconcerto esploso fra la popolazione per queste opere estremamente impattanti per il territorio - attacca la presidente del Circolo locale di Fratelli d'Italia Monica Malaguti - ci si chiede il senso di questo silenzio.
Ci svegliamo un mattino e ci ritroviamo uno 'stargate' in giardino e nessuno ha ritenuto di  entrare nel merito di questa questione.
Disinteresse? Forse?". Secondo l'esponente del centrodestra finalese sono ormai prossimi a partire due progetti.
"Casetta solar. Il progetto, gi definitivo, coinvolger - dice Malaguti - circa 100 ettari concentrati a Massa Finalese: via Albero, via Covazzi, via Valle Acquosa, per il quale Il Comune percepir 250.000 euro annui quale compensazione ecologica, una sorta di indennizzo, ma per cosa? Se  ambientalmente compatibile ed ecologico perch mai c' bisogno di una compensazione ecologica? Cosa non  detto nei documenti?". Ma sul nastro di partenza c' un secondo progetto, non meno impattante.
"Gi pronto al pit stop - continua l'esponente meloniana - l'altro progetto, 'Energia del Panaro', per circa 140 ettari, di cui 60 ettari in Campodoso, 40 ettari in Selvabella, 10 ettari zona zuccherificio, e altri 30 sulla sinistra del Panaro". La  documentazione indica anche le opere di connessione alla rete elettrica (cavidotto), che si stenderanno per circa 16 chilometri attraversando numerose propriet di finalesi: interessate almeno una cinquantina di propriet. In questo caso si attende solo la scadenza del termine di presentazione delle osservazioni soprattutto di chi  interessato dall'attraversamento dei cavidotti.
Dovranno pervenire entro il 12 settembre 2026. I nominativi sono pubblicati sul BUR e all'Albo Pretorio del Comune.
"Stante il silenzio dell'amministrazione, - accusa Malaguti - sta per passare inosservato.
Siamo certi - conclude - che nulla poteva essere fatto per bloccare o rallentare questo scempio paesaggistico che muta il volto della nostra campagna? E sotto la distesa dei pannelli cosa si coltiver? Mandorle? Ci spieghino e si consultino agronomi? Esperienze di altri Comuni ci insegnano che poteva essere dato un diniego motivato tecnicamente.
Avrebbe rallentato… non bloccato! Ma magari nel frattempo potevano subentrare norme pi restrittive ed anche pi rispettose delle autonomie locali.
Invece nulla! Silenzio! Questo non  rispetto per i cittadini" Alberto Greco.

