"C'era un bel gruppo allora e c' ancora adesso.
Abbiamo lavorato tanto, abbiamo costruito relazioni". Cos il professor Cesarino Caselli ha introdotto la serata celebrativa per i 60 anni del Carc (Centro attivit ricreative e culturali), l'associazione finalese che negli anni  stata la culla del Museo Civico, ha lanciato l'Universit per la terza et (oggi Universit per tutte le et e il tempo libero), ha coltivato la memoria e custodito le tradizioni finalesi.
"Questo traguardo certifica i valori che vi hanno sempre guidato - ha detto il sindaco Claudio Poletti -. E va riconosciuto il senso di solidariet che accompagna il vostro lavoro". "Il Carc ha contribuito a un aspetto fondamentale, la socialit, lo stare insieme", ha aggiunto il parroco don Daniele Bernabei.
Il Carc nacque proprio il 1  settembre 1966 nel contesto parrocchiale da un gruppo di amici, appassionati della montagna, e poi ha allargato la sua attivit a una miriade di iniziative culturali, sempre molto partecipate.
Tutto questo  raccontato in un libro, "Per il piacere di farlo" (motto del Carc), curato da Alessandro Braida e riccamente illustrato con tante immagini significative della storia dell'associazione.
Il programma di proposte riprende in questi giorni e dalla met di settembre apriranno anche le iscrizioni ai venti corsi dell'Ute.
s. m.

