di Chiara Marinelli Centosettantaquattro chilometri, quasi 10mila metri di dislivello, tre nazioni attraversate, due bastoncini rotti e il calore della sua famiglia, la mamma, il pap e la moglie, tutti e tre appassionati di trail running, e le tre figliolette.
Riccardo Pianesi, ingegnere di 35 anni di Villa Potenza, ha scritto una piccola grande impresa all'Ultra Trail du Mont Blanc (UTMB) di Chamonix, la gara di trail running pi prestigiosa del mondo, che vede correre insieme lite e migliaia di atleti da tutto il mondo.
Partito venerd 28 agosto e arrivato sabato 29, Pianesi con il pettorale 319 ha chiuso la gara pi dura e sognata al mondo per chi ama i trail in 22 ore e 46 minuti, risultando 42esimo assoluto e primo degli italiani al traguardo.
"S, sono arrivato 42esimo assoluto e primo degli italiani.
Un po' per merito mio, un po' perch purtroppo altri connazionali pi forti si sono dovuti ritirare", racconta lui con umilt. La partenza, inizialmente prevista per le 17.45 di venerd,  stata posticipata di due ore a causa del maltempo.
Un imprevisto che non ha spaventato Pianesi.
"Siamo partiti alle 19.45; l'aria era fresca, ma poi ha smesso di piovere, il cielo si  schiarito ed  uscita la luna piena.
Alla fine abbiamo corso con temperature ideali". Dietro a quel tempo c' un percorso lungo, durato anni, e fatto di "incastri" per riuscire a conciliare lavoro, famiglia e allenamenti.
"Ho preparato la gara riproducendo una prova del percorso sui Monti Sibillini in quattro tappe.
In realt, la gara si  rivelata molto pi scorrevole del previsto, anche se le salite classiche da camminare c'erano tutte.
Essendomi preparato a condizioni molto pi dure, mi sono trovato benissimo.
Corro da anni, ma per preparare specificamente questa distanza ho contattato il mio allenatore nel 2023. Le iscrizioni si fanno tra dicembre e gennaio, quindi  stato un percorso lungo, che ha richiesto costanza per conciliare allenamenti, lavoro e famiglia". Pianesi  ingegnere all'Ufficio tecnico lavori pubblici del Comune di San Ginesio.
Non  mancata la sofferenza.
Fisica e tecnica.
"Ho avuto un piccolo calo di energia a met gara, da Courmayeur al Rifugio Bertone, ma  passato finita la salita". Poi un inconveniente tecnico: "Al 32esimo chilometro ho rotto accidentalmente un bastoncino in carbonio.
Ho corso per quasi 50 chilometri con un bastoncino solo, fino a quando i miei genitori (che facevano da assistenza nei punti indicati, e loro s che sono una garanzia, considerati i trascorsi e gli ottimi risultati che ancora portano a casa, ndr) me ne hanno dato un paio di ricambio all'ottantesimo.
Purtroppo, al novantesimo ne ho rotto un altro e ho dovuto proseguire di nuovo con uno solo fino al 130esimo chilometro, dove ho assemblato i pezzi sani dei due set rotti per finire la gara". Orientamento perfetto, bandierine catarifrangenti per la notte e traccia sul Gps. E panorami mozzafiato hanno reso tutto ancora pi spettacolare.
"I paesaggi sono magnifici: la prima parte in Francia l'abbiamo corsa di notte, ma la gara attraversa anche Italia e Svizzera, ed  stato bellissimo". Ad aspettarlo, al traguardo, non solo la consapevolezza di essere il primo italiano.
Ma, soprattutto, l'abbraccio e i sorrisi della moglie Beatrice e delle loro tre bimbe.
Adesso un po' di riposo.
"Per ora far solo qualche gara qui intorno corta per scaricare la tensione e divertirmi.
Come obiettivo futuro mi piacerebbe tornare al Chianti Ultra Trail a marzo per rifare la 120 chilometri, che avevo gi corso nel 2025".    RIPRODUZIONE RISERVATA.

