di Mario Bovenzi FERRARA C' chi si lamenta, magari pure a ragione, che quell'albero abbattutto dal maltempo  ancora davanti a casa dopo un mese.
E c' chi invece si rimbocca le maniche, indossa una tuta da lavoro, prende corda e cesoie e prova a salvare le piante colpite da grandinate e sferzate di vento, giganti stesi per terra.
Ci provano e ci riescono.
In questi mesi, dall'ultimo forte temporale che si  abbattuto sulla nostra provincia, hanno salvato oltre quaranta alberi.
Salvati da un destino amaro, finire a tocchi, sotto i colpi delle squadre del Comune.
"Siamo un gruppo di volontari - cos si raccontano, dopo l'ultima impresa in un parco della citt -, il nucleo originario  di sei amici che hanno visto alberi, piegati dal primo fortunale estivo di luglio, e subito tagliati 'perch siamo in emergenza e non abbiamo tempo di raddrizzarli'. E il tempo allora lo troviamo noi.
D'accordo con l'assessore all'ambiente Alessandro Balboni, vicesindaco del comune, e con i responsabili dell'ufficio Verde pubblico, abbiamo costruito una mappa delle alberature pi urgenti (quelle che, se non raddrizzate, sarebbero state tolte di mezzo). All'inizio, siamo intervenuti con attrezzature improvvisate, poi il Comune ci ha acquistato pali, cordame, mazza e poco altro, noi siamo diventati sempre pi numerosi e professionali". Tempo di bilanci.
"Finora abbiamo salvato pi di 40 piante, parliamo di querce, bagolari, tigli ligustri.
Alberi che, tra l'altro, ci proteggono dall'inquinamento.
Se c' una pianta, pu avere anche la zolla fuori terra.
Noi, dapprima, andiamo costantemente ad innaffiarla, e poi, una volta radunate le risorse, la alziamo e la ancoriamo con i sostegni". Nella squadra anche turisti, giovani immigrati.
"Perch salvare un albero unisce, ci fa sentire tutti fratelli".

