A boccheggiare trote e storioni nelle vasche dove vengono allevati.
Le temperature estreme stanno colpendo anche l'acquacoltura.
Con costi alle stelle per gli impianti che vengono usati per ossigenare l'acqua.
"Sebbene il settore abbia resistito alla siccit - la denuncia dell'Associazione Piscicoltori Italiani - le attuali perdite di produzione hanno raggiunto livelli critici.
Serve subito un intervento pubblico strutturale.
Particolarmente colpite sono le piccole e medie imprese del comparto, tra cui gli impianti di troticoltura e storionicoltura.
La trota  il pesce pi allevato in Italia, che  anche il secondo Paese al mondo nella produzione di caviale da storione.
Oltre al deficit idrico, il rischio  sanitario: il surriscaldamento delle acque e il crollo dei livelli di ossigeno rischiano di compromettere il sistema immunitario dei pesci.
"Gli allevatori - spiega l'Api - sono stati costretti a ridurre al minimo l'alimentazione, bloccando cos la crescita e la produzione, e ad affrontare costi ingenti per l'ossigenazione artificiale". L'acquacoltura italiana ha comunque attivato tempestive strategie di mitigazione per tutelare benessere, sanit animale e sicurezza alimentare.
"Le imprese - spiega il direttore dell'Api Andrea Fabris - stanno investendo in sistemi per la riduzione del fabbisogno idrico.
Questo sforzo tecnologico  accompagnato da un approccio circolare, basato su mangimi sostenibili e sull'ottimizzazione dell'impronta idrica e carbonica, e da un monitoraggio scientifico delle vasche garantito dall'uso di indicatori di benessere e valutazioni diagnostiche". Gli sforzi rischiano tuttavia di essere vanificati da una governance della risorsa idrica che penalizza l'acquacoltura, ma "senza acqua, il pesce non vive". Per far fronte all'emergenza, l'associazione chiede interventi per la tenuta del comparto.
m. b.

