Nelle vicinanze dell'aeroporto di Forl, proprio 82 anni fa, tra giugno e settembre del 1944 si consumarono le brutali esecuzioni da parte dei nazisti di 52 persone, partigiani, antifascisti ed ebrei, arrestate e detenute nel carcere forlivese o nelle strutture di detenzione sotto il controllo tedesco.
Le uccisioni avvennero in quattro diversi momenti: il 29 giugno, il 5, il 6 e il 26 o 27 settembre.
Come evidenziato, tra le vittime vi furono ebrei, diciotto tra uomini e donne, tutti di origine straniera tranne il giovane goriziano Gaddo Morpurgo, I cadaveri vennero gettati in fosse comuni e riesumati solo dopo la liberazione di Forl. Alcune vittime erano da ricollegare all' area cesenate come nel caso dei coniugi Bernhard Brumer ed Elena Rosenbaum. Brumer, pur essendo austriaco, da tempo risiedeva in Italia, dato che dal 1922 lavorava a Milano come esperto in una industria di lavorazione del legno.
Per Brumer, nato nel 1894 a Vienna, e la sua famiglia i tempi si fecero certamente pi duri con l' approvazione delle leggi razziali.
Trasferitosi a Cesenatico nel 1941, Bernard trov lavoro presso l' ADAC, altra industria per la lavorazione del legno che quasi esclusivamente garantiva forniture all' esercito tedesco e alla TODT, impresa nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture a supporto dello sforzo bellico tedesco.
I tempi peggiorarono ulteriormente con l' avvento della RSI che quasi subito adott i provvedimenti per la deportazione in campo di concentramento degli ebrei e, anche se di religione cattolica, Brumer e i suoi potevano quindi essere arrestati in ogni momento.
La famiglia trov rifugio a San Vittore, grazie alla solidariet della famiglia Urbini della quale facevano parte don Lazzaro, sacerdote e il fratello Adamo, allora seminarista, che nascose Bernhard, Elena e sua madre in un casolare di propriet familiare.
Una delazione port il 9 agosto all' arresto di Brumer e di sua moglie ad opera di elementi delle Brigate Nere che fecero rinchiudere i due nel carcere di Forl. Prelevato dalla cella, Bernhard fu fucilato la sera del 5 settembre o forse al mattino del giorno successivo assieme ad altri 19 arrestati, tra i quali cinque donne.
La moglie Elena fu uccisa con un colpo alla nuca nella mattinata del 17 settembre e la sua sorte fu condivisa da altre sei donne ebree.
Ai Brumer  stata dedicata una via a Cesena.  Nel gruppo dei trucidati del quale faceva parte Brumer c' era anche il cesenate Chino Bellagamba.
Nato a Zurigo nel 1908 e poi trasferitosi a Cesena con la famiglia, era impiegato comunale dal 1932. Dopo avere prestato il servizio militare in Grecia, Albania e Africa dal 1939 al 1942, congedato, era ritornato al lavoro in comune come dirigente all' ufficio leva.
Intanto si era sposato con Renata Fantini e dalla loro unione era nata la figlia Sandra.
L' arresto di Bellagamba avvenne ai primi di settembre del '44 con l' accusa di avere falsificato documenti per proteggere perseguitati e, probabilmente, visto il suo incarico, qualche renitente alla leva della RSI.
Pare che ad arrestarlo siano stati militi della Brigata Nera cesenate che lo avrebbero consegnato a Forl alla SD, famigerata unit tedesca delle SS incaricata della cattura ed eliminazione di antifascisti, partigiani ed ebrei.
Era comandata da Karl Schutz, con un recente passato in servizio a Roma come vice di Herbert Kappler, il boia delle Fosse Ardeatine.
Bellagamba non fu destinato alle carceri di Forl ma, prima di essere fucilato, sembra sia rimasto detenuto nella caserma forlivese delle SS in via Salinatore.
Come per i Brumer anche a Chino Bellagamba la citt di Cesena ha intitolato una via.
Ultima vittima dell' area cesenate fu Ernesto Bulgarelli, agricoltore, nato a Bertinoro nel 1897, ma residente nella frazione di Settecrociari nel comune di Cesena; era sposato ed aveva quattro figli.
Non  chiara la precisa motivazione del suo arresto ma indubbiamente era sospettato di avere partecipato ad attivit a favore della Resistenza.
Fu catturato a Cesena il 10 agosto '44, probabilmente da brigatisti neri cesenati che lo tennero per qualche giorno nella loro caserma prima di consegnarlo al carcere forlivese.
Bulgarelli, insieme ad altri 14 catturati fin quindi nelle mani dell' SD e con questi compagni di sventura fu fucilato tra il 25 e il 27 settembre 1944. E' stato riconosciuto partigiano nella 29  brigata Gap "Sozzi". Paolo Poponessi    RIPRODUZIONE RISERVATA.

