ROMA Tutta Europa sembra essersi improvvisamente accorta della guerra non lineare russa.
In testa la Germania che, da ponte fra Mosca e Bruxelles, si ritrova a ricoprire l'ingrato ruolo di avamposto nella risposta alle azioni asimmetriche del Cremlino.
Il governo di Friedrich Merz ha annunciato di aver identificato due sospetti per l'attacco di Lipsia e una serie di misure di rappresaglia: la chiusura del consolato russo a Bonn dal 18 settembre, la rescissione del contratto con la controversa Casa Russia di Berlino e un aumento della pressione sulla flotta ombra.
Secondo le indiscrezioni filtrate sui media tedeschi, il primo sospetto sarebbe di origine russa con passaporto lettone, il secondo bielorusso con passaporto russo e legami con i servizi di Mosca.
Le indagini riguardano in tutto quattro persone, individuate grazie alle tracce di Dna e alle celle telefoniche.
Tra il 4 e il 14 agosto all'aeroporto di Lipsia erano stati trovati tre droni carichi di esplosivo; uno aveva urtato, senza conseguenze gravi, un cargo della Dhl. La Russia ha preannunciato "una dura reazione" alle decisioni di Berlino, come comunicato dal ministero degli Esteri all'incaricato d'affari tedesco.
Mosca "respinge categoricamente" le accuse sul coinvolgimento russo e parla di "vera e propria provocazione" tedesca per inasprire i rapporti bilaterali.
Putin ha ricondotto le accuse alla "situazione politica interna" della Germania e alle difficolt di Merz per il malcontento della popolazione.
Ancora pi duro Dmitry Medvedev, che ha accusato Berlino di russofobia ed evocato la possibilit di attacchi diretti: "Lo meriterebbero". A complicare il caso  il giallo sul visto italiano.
Secondo la Bild, il sospetto bielorusso sarebbe entrato nell'area Schengen con un visto turistico rilasciato dall'Italia.
Tajani ha annunciato accertamenti, ricordando che il visto viene concesso in assenza di segnalazioni.
Fonti della sicurezza hanno poi precisato che l'uomo non sarebbe mai transitato nel nostro Paese.
Il caso ha per riaperto in Europa il dossier sui visti turistici ai cittadini russi.
Kaja Kallas ha chiesto di limitarne il rilascio, spiegando che la questione ha raccolto ampio consenso al Gymnich. Gi a giugno undici Paesi, tra cui Svezia, Olanda, Baltici, Polonia e Repubblica Ceca, avevano chiesto una stretta.
Nel 2025 i Paesi Ue hanno rilasciato oltre 477mila visti turistici a cittadini russi, con Italia, Francia e Spagna fra i Paesi pi coinvolti.
Intanto Bruxelles serra i ranghi.
Ursula von der Leyen ha definito l'intercettazione dei droni a Lipsia "una nuova escalation sul suolo dell'Unione europea, direttamente attribuita alla Russia". Al suo fianco, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha assicurato che "la Russia sta aumentando la sua spregiudicatezza, ma questo non ci spaventa" e che le forze armate lavorano per garantire la prontezza operativa.
I Paesi pi esposti chiedono di alzare il livello della risposta.
L'Estonia spinge per il bando degli ex combattenti russi per ragioni di sicurezza nazionale; i Paesi Bassi parlano di un salto di qualit della minaccia.
La Finlandia ha segnalato il ritrovamento di un drone sospetto sulla costa.
E in Germania l'allerta resta altissima: un'esplosione nella stazione di Augusta (con due feriti lievi), dalle cause ancora sconosciute, ha riacceso il clima di paura.
Nella "nuova normalit" evocata da von der Leyen, quasi nessun incidente viene percepito come casuale.
Marta Ottaviani    RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
