di Francesco Moroni E' ancora botta e risposta sulla Citt 30. La misura che da quasi tre anni fa discutere (e non poco) i bolognesi torna al centro del dibattito politico, dopo l'attacco di Fratelli d'Italia, che snocciolando i numeri della Citt metropolitana tra 2024 e 2025 ha messo in evidenza una risalita del numero di feriti e morti sulle strade.
Includendo anche autostrada e tangenziale, la fotografia parla di 1.946 incidenti nel 2024 e 2.049 un anno fa (+5,3%), 11 morti nel 2024 e 14 nel 2025, ma anche di 2.440 feriti nel '24 e 2.601 nel '25 (+6,6%). A Stefano Cavedagna, eurodeputato meloniano, risponde Simona Larghetti, consigliera regionale di Avs e delegata alla Mobilit a Palazzo Malvezzi: Da un europarlamentare ci aspetteremmo di guardare all'Europa - attacca Larghetti, da sempre fiera sostenitrice della citt a 30 chilometri orari -. Quest'estate sono state decine le persone morte sulle strade della regione, tra cui due giovanissimi a Bologna, uno a piedi e uno in moto.
Di fronte a tragedie cos, un politico responsabile dovrebbe chiedersi come evitare che accadano di nuovo.
Chiedere pi polizia sulle strade  giusto, ma in che modo cancellare i 30 chilometri all'ora avrebbe salvato queste vite? Se vuole fare opposizione seria Cavedagna chieda pi controlli, prevenzione e rispetto delle regole, non di cancellare quelle che funzionano: 22 morti invece di 39, confrontando due anni con e senza Citt 30". L'Amministrazione chiama infatti di nuovo in causa il confronto tra il biennio 2024-2025, in cui  entrata in vigore la misura, con quello precedente, cio il 2022-2023: i dati parlavano di 17 in meno a Bologna (-43,6%), una diminuzione di 348 feriti (da 4.848 a 4.500, pari al -7,2%) e un calo di 709 incidenti (da 5.653 a 4.944, pari al -12,5%). "La sicurezza stradale richiede anche una presa di coscienza collettiva e una responsabilit sociale - insiste Larghetti -: dobbiamo interrogarci sugli atteggiamenti e sui comportamenti che provocano morti e feriti sulle nostre strade.
Cavedagna, invece, va nella direzione opposta: chiedere di eliminare Citt 30 e contemporaneamente aumentare i controlli significa indebolire l'efficacia stessa dei controlli, oltre a far passare l'idea che i 50 all'ora in un centro urbano siano sempre una velocit accettabile". E ancora: la consigliera di Avs e Coalizione civica sposta l'attenzione sulle mosse di Bruxelles. "Proprio oggi (ieri; ndr) arriva dall'Europa una risposta chiara - prosegue Larghetti -: Eurocities ed Etsc hanno pubblicato un documento congiunto che chiede di fare dei 30chilometri orari il limite urbano generale, con i 50 come eccezione motivata.
E' una posizione non del Comune di Bologna, ma della pi importante rete di grandi citt europee e della pi autorevole organizzazione europea sulla sicurezza stradale.
Cavedagna, che  europarlamentare, dovrebbe conoscerla". Per Larghetti, insomma, l'andamento dei numeri non pu essere imputato all'introduzione della Citt a 30 all'ora.
Non solo, perch anche per quanto riguarda gli autovelox - su cui i meloniani si erano scagliati in quanto "strumenti utili solo a fare cassa", la consigliera di Avs non transige: "La guerra ai 30 e ai velox, il 'tana libera tutti' sulla velocit, vanno nella direzione opposta a quella indicata dall'Europa e dalle evidenze per arrivare a zero morti sulle strade". Avanti tutta, soprattutto se a 30 all'ora.
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