PORTO SANT'ELPIDIO Ottenuto il nulla osta della conferenza di servizi alla richiesta di ampliamento della discarica di Castellano, presentata dall'Ecoelpidiense ormai due anni fa,  stato prodotto sul finire di luglio il progetto definitivo dell'operazione in cui vengono analizzati, valutati e chiariti tutti gli aspetti che sono stati oggetto di forti criticit da parte dei comitati spontanei di residenti di Porto Sant'Elpidio e della prospiciente frazione di Castellano (Sant'Elpidio a Mare). Stando al verbale della conferenza di servizi, il 'via libera'  stato rilasciato da tutti gli enti partecipanti al tavolo.
Unico contrario il Comune di Sant'Elpidio a Mare.
Il nodo della questione sta sull'impatto sulla salute della popolazione potenzialmente esposta tant' che nell'elaborato dell'Ecoelpidiense si precisa la volont di chiarire questo e altri aspetti, elencando e motivando tutte le valutazioni effettuate, per fugare dubbi e perplessit. Riguardo la salute pubblica, oltre alle valutazioni di vari parametri con conferma di assenza di criticit, "solo la popolazione residente nell'intorno dell'impianto risulta potenzialmente raggiunta dalle pressioni ambientali generate dal progetto ma non esposta in modo significativo.
Le distanze dai recettori, la limitata estensione delle sorgenti emissive e la presenza di elementi territoriali che attenuano la propagazione determinano un quadro espositivo molto contenuto". Dal punto di vista dei rumori (altra obiezione sollevata), "le simulazioni previsionali mostrano che i livelli di rumore generati dall'impianto risultano inferiori ai limiti di emissione previsti per la classe acustica dell'area". Sul traffico: "Si potr riscontrare un aumento legato alla fase del cantiere per il quale si prevede una durata di circa 16 mesi mentre nella fase di esercizio il sito sar interessato da un volume di traffico fortemente ridotto". Un passaggio  riservato all'impatto positivo della realizzazione della monovasca Fim per rifiuti da bonifica (ma il discorso vale anche per la gestione dei rifiuti dell'industria calzaturiera) che "consente di gestire in sito rifiuti che, altrimenti, richiederebbero il trasferimento verso discariche fuori provincia se non fuori regione, con impatto rilevante su viabilit e qualit dell'aria". In conclusione, emerge "un quadro sanitariamente compatibile, con assenza di impatti significativi sulla popolazione e con un sistema di mitigazione e vigilanza adeguato". Marisa Colibazzi.

