PORTO SAN GIORGIO Continue minacce, vessazioni, aggressioni e comportamenti ossessivi da parte della figlia, che erano andati avanti per molto tempo.
Alla fine, esasperata, la madre aveva trovato il coraggio di chiedere aiuto e segnalare ai carabinieri l'incubo che stava vivendo quotidianamente.
I militari dell'Arma, sempre in prima linea nella prevenzione e nel contrasto agli atti persecutori, reati che colpiscono in modo profondo le vittime e le loro famiglie, erano immediatamente entrati in azione stroncando una situazione che sarebbe potuta sfociare da un giorno all'altro in qualcosa di ancora pi grave.
Cos  i carabinieri, sulla base di una querela presentata da una donna sangiorgese che aveva denunciato la figlia 39enne convivente, avevano segnalato quest'ultima alla Procura della Repubblica di Fermo, per il reato di atti persecutori.
Per questo motivo la 39enne  comparsa davanti la giudice del tribunale di Fermo e, al termine del processo,  stata condannata a due anni e due mesi per il reato di atti persecutori.
L'anziana, ormai da molti anni, era vittima di comportamenti ossessivi della figlia, subendo minacce e vessazioni continue, talvolta sfociate anche in aggressioni fisiche che le avevano causato un perdurante stato di ansia, costringendola a modificare le proprie abitudini di vita.
Di fronte a tali gravi segnalazioni, la Procura della Repubblica di Fermo aveva immediatamente attivato il cosiddetto "codice rosso", un protocollo che consente un intervento rapido ed efficace per proteggere le vittime di violenza.
E' fondamentale sottolineare che tali comportamenti non solo ledono la dignit e la serenit delle vittime, ma possono anche avere effetti devastanti sulla loro salute mentale e fisica.
Le conseguenze di tali atti possono manifestarsi in disturbi psicologici, depressione, ansia e, in alcuni casi, possono sfociare in episodi di violenza pi gravi.
Le norme italiane prevedono specifiche tutele per le vittime di atti persecutori.
Il codice penale punisce con pene severe questo tipo di reato, sottolineando la presa di coscienza legislativa nei confronti di comportamenti criminosi volti a terrorizzare, molestare o danneggiare una persona.
Inoltre, le vittime possono avere accesso a risorse e sostegni tramite i centri antiviolenza e l'opportunit di essere collocate in strutture protette, garantendo loro un percorso di recupero e sicurezza.
Fabio Castori.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
