A mesi dalle elezioni e, soprattutto, dalla nomina della Giunta comunale, torna a generare scalpore il tema delle indennit spettanti a coloro che ricoprono gli incarichi amministrativi pi importanti della citt. In un articolo dello scorso 15 luglio, su queste pagine, abbiamo illustrato come i compensi siano rimasti invariati dalla scorsa consiliatura: 9.660 euro mensili lordi per il sindaco, 7.245 euro per il vicesindaco, e 5.796 euro per ciascun assessore e per il presidente del Consiglio; a fronte di un incarico in pi tra le fila della Giunta.
"Numeri importanti, soprattutto se messi a confronto con una citt che continua ad avere un reddito medio tra i pi bassi delle Marche", si legge in una nota firmata dalla lista civica di minoranza "La Citt che Vogliamo", "eppure in campagna elettorale, con la coalizione di centrosinistra, avevamo avanzato di destinare almeno il 30% delle indennit di Sindaco e Giunta a un fondo per progetti dedicati ai servizi sociali, alle fragilit e alle famiglie in difficolt". Sul nono assessore, per i rappresentanti della lista di centrosinistra, appaiono deboli le spiegazioni del primo cittadino Scarfini, e tornano all'attacco sul tema politico: "E' difficile comprendere quali siano le deleghe strategiche per la citt, mentre  molto pi facile leggere il significato politico dell'operazione: un aggiustamento di poltrone tra partiti", soprattutto alla luce delle "recenti presenze alla convention di Forza Italia a Servigliano.
Tra i presenti, l'assessore Salvatelli, il capogruppo di "Insieme per Fermo" Scaloni e il consigliere Cinti". "Quando "La Citt che Vogliamo"  passata all'opposizione a seguito della svolta a destra di Calcinaro", scrivono, "Francesco Trasatti si dimise da Presidente del Consiglio rinunciando alla relativa indennit, pur non essendo obbligato a farlo.
E quando l'assessora Lanzidei, eletta nelle nostre fila, decise di non rappresentarci pi, non chiedemmo alcuna posizione, nonostante l'allora sindaco Calcinaro ci avesse offerto persino un nono assessorato". E chiosano: "Non ci interessa stabilire se il civismo debba essere "puro" o meno.
Ci interessa constatare una cosa: Calcinaro e Scarfini oggi governano dentro un'area politica chiaramente collocata a destra, mentre quel progetto civico e trasversale sembra aver cambiato completamente natura". Una svolta, quella della maggioranza, che da una parte spinge le liste di minoranza a chiedere chiarezza e trasparenza; ma che dall'altra, rappresenta ancora il 52% dei fermani votanti.
Danilo Monterubbianesi.

