Frutta e verdura sempre pi care nei supermercati, ma con una situazione che presenta un paradosso: mentre il consumatore si trova a pagare di pi, agli agricoltori vengono riconosciuti prezzi in calo.
E' uno degli effetti dell'estate 2026, segnata dalle temperature record  e dal caro carburante dovuto alla guerra in Iran. A lanciare l'allarme  Coldiretti, che nei giorni scorsi ha riunito la Consulta ortofrutticola per analizzare la situazione del comparto.
La crisi climatica  sta infatti riducendo la disponibilit di molti prodotti e rendendo pi complicata la produzione.
E il problema riguarda anche il territorio marchigiano e piceno, dove le aziende devono fare i conti con irrigazione, costi energetici e difesa delle colture.
Il dato pi significativo riguarda proprio la distanza tra quanto viene pagato al produttore e quanto il consumatore trova sullo scaffale.
Secondo l'analisi Coldiretti su dati Ismea, nella quarta settimana di luglio, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, le quotazioni riconosciute agli agricoltori sono diminuite del 17% per le pere, del 18% per pesche e nettarine, del 20% per le susine e addirittura del 34% per le albicocche.
Nel frattempo, invece, i prezzi al consumo risultano in crescita.  Le nettarine, ad esempio, possono essere vendute intorno ai 2 euro, le susine sulla stessa fascia, mentre kiwi, pomodori e prodotti biologici possono superare abbondantemente i 3 euro al chilo.
Il prezzo finale, per, non dipende soltanto da quello riconosciuto all'agricoltore: trasporto, energia, lavorazione, confezionamento, distribuzione e margini commerciali incidono lungo tutta la filiera.
Ma la crisi climatica non provoca solo temperature estreme, ma anche precipitazioni violente e parassiti dai Paesi tropicali che ben si adattano al nuovo clima.
Coldiretti segnala ad esempio: grandinate, siccit, insetti alieni come cimice asiatica e Popillia japonica, oltre alle temperature estreme che possono provocare scottature sui frutti e renderli  non commerciabile.  A tutto questo si aggiunge  il caro carburante: il gasolio agricolo, indispensabile per trattori, macchinari e impianti di irrigazione,  tornato a pesare sui bilanci delle aziende.
Coldiretti indica un prezzo passato da 1,16 euro al litro a 1,44 euro.
Matteo Porfiri.

