di Gabriele Nunziati VENEZIA Buona la seconda.
Dopo il fallito tentativo del 2024, quando era ancora governatore, l'oggi presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia,  riuscito a far approvare la legge sul fine vita.
La regione diventa la quarta in Italia, e la prima guidata dal centrodestra, a dotarsi di una disciplina di questo tipo.
"L'approvazione della legge sul fine vita rappresenta un risultato importante e un atto di responsabilit del Consiglio regionale del Veneto - ha commentato Zaia dopo l'esito del voto -. E' stata una discussione complessa e profonda, che ha coinvolto le coscienze prima ancora delle appartenenze politiche.
Oggi il Parlamento dei Veneti ha scelto di non voltarsi dall'altra parte e di dare una risposta concreta a persone che vivono condizioni di sofferenza estrema". Le legge, che definisce "procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito",  passata grazie all'alleanza tra la Lega e i partiti che in Consiglio siedono all'opposizione: Pd, Azione, Movimento 5 Stelle, Avs e le Civiche Venete, con l'aggiunta di un voto favorevole espresso da un rappresentante di Forza Italia.
Gli altri due consiglieri di FI si sono invece astenuti, insieme a Unione di Centro e a un leghista.
Altri tre consiglieri della Lega si sono espressi in totale opposizione con il resto del partito, votando contro.
Non hanno dato il proprio appoggio nemmeno Resistere Veneto e Fratelli d'Italia.
La legge ha quindi spezzato quella che  l'alleanza di governo nella regione e la sua approvazione non  sicuramente stata apprezzata dal segretario del Carroccio, Matteo Salvini, che nel 2024 si era espresso con parole di profondo sollievo in seguito alla bocciatura.
E' stata decisiva per spostare gli equilibri a favore del provvedimento la presentazione di una serie di emendamenti che hanno modificato in parte il testo.
"Nulla  pi importante della dignit della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari - ha asserito il presidente del Veneto Alberto Stefani -. Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae". Non si sono fatte attendere le reazioni durissime dei pro-vita.
"E' stato consumato oggi in Veneto un attacco alla vita e un vile tradimento dei cittadini da parte di alcuni consiglieri di centrodestra, i cui elettori oggi hanno scoperto di aver votato una maggioranza progressista e radicale", ha commentato Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia.
La Lega "smentisce clamorosamente il proprio programma elettorale, che dichiara il rifiuto esplicito di ogni normativa a favore dell'eutanasia e del suicidio assistito e rincorre chi ha gi tradito i propri elettori, cio Forza Italia, che nelle ultime settimane ha fatto del suicidio assistito una bandiera nazionale", ha dichiarato caustico Brandi.
Parole di profonda preoccupazione sono arrivate dalla Chiesa.
"La percezione della dignit della vita umana appare da oggi meno tutelata.
C' soprattutto grande preoccupazione per le persone fragili e sole, ossia per le persone che affrontano la vecchiaia e il suo epilogo non potendo contare su un effettivo accompagnamento e supporto umano e affettivo", ha affermato in un comunicato stampa il Patriarca di Venezia, concludendo con l'auspicio "che l'obiezione di coscienza sia davvero garantita in tutti i momenti e in tutti i soggetti interessati da tali protocolli sanitari". La notizia  stata invece accolta con grande favore da Marco Cappato, da sempre in prima linea sul tema del fine vita.
"Il voto del Veneto  una buona notizia.
In particolare, per chi vive in condizioni di sofferenza insopportabile e irreversibile e che avr qualche garanzia in pi nel far valere il proprio diritto - che gi esiste - a essere aiutato a morire senza soffrire", ha dichiarato il tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, invitando infine le altre regioni italiane a seguire l'esempio del Veneto.
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