di Filippo Donati Trenta diverse nazioni rappresentate, duecentocinquanta ceramisti espositori, novanta eventi collaterali tra mostre e appuntamenti, l'intero centro storico trasformato in un atelier a cielo aperto: sono i tratti somatici dell'edizione numero 9 di Argill Italia, il Festival internazionale della ceramica in programma da domani a domenica a Faenza, capitale mondiale della maiolica e, per l'occasione, anche degli altri stili di quella che  la forma d'arte pi antica, che accompagna l'umanit fin dai suoi primi passi sulle rive del lago Turkana.
Spazio e tempo si incontrano fra gli stand che popolano i corsi della citt, in un caleidoscopio in cui si sfiorano le coloriture cilene di Aylin Latapiat e quelle vagamente ottomane di Arzu Kivan, le forme volutamente semiabbozzate dell'estone Aare Freimann, o ancora le superfici geologiche di Ricus Sebes, fino alle tecniche intermedie fra modellazione e stampa 3D di Giulia Giustiniani e della sua Con.creta.
La delegazione numericamente pi corposa proviene dall'Austria, paese ospite di questa edizione.
Porcellana, maiolica e gres, in un'infinit di sfumature, sono le voci protagoniste di molti degli eventi collaterali, dal seminario di introduzione al Kintsugi (il sabato alle 11 al Museo delle Ceramiche), fino alla decorazione di un kit per caffetteria a cura del duo greco-colombiano costituito da Paola Nuovo Gmez e Angeliki Drossaki (domani all'atelier Gmez). Non mancher l'ormai classico appuntamento con la ceramica monumentale realizzata in presa diretta: in questa edizione il team Mosca Bianca si cimenter nella creazione di un totem, con la tecnica del colombino, fino a racchiudere al suo interno una persona.
Una volta completato, il totem verr infranto dall'interno in un'azione performativa: il pubblico potr partecipare alla fase di assemblaggio della scultura.
La ceramica, si sa,  donna: tra i tanti eventi la proiezione del cortometraggio Nio Fair, dedicato alla produzione ceramica comunitaria delle cittadine della regione senegalese del Casamance (domenica alle 11 al Museo Carlo Zauli). Tante le visite guidate in calendario per tutte le tre giornate del festival, dal Museo internazionale delle Ceramiche fino ai luoghi che costituiscono i filamenti del dna artistico faentino: appunto dal Museo Carlo Zauli fino a Casa Muky, dal Museo Goffredo Gaeta fino a quello dedicato a Ivo Sassi.
In mostra ci saranno alcuni dei massimi protagonisti della ceramica italiana e internazionale, da Alessandro Roma, ospitato nel gioiello neoclassico di Palazzo Milzetti (visita guidata sabato alle 18), fino al pittore 'maledetto' di inizio Novecento Domenico Baccarini, in scena alla Pinacoteca comunale con una serie di terracotte intime ma non per questo meno laceranti (visita guidata sabato alle 17). Molti eventi collaterali vedranno il loro taglio del nastro gi oggi, come le mostre al ridotto del Teatro Masini Stille Keramiken e Ceramica: la prima arte, a mostra ospitata all'Isia Co-inhabited Landing: ceramica che  anche un messaggio di speranza, design "al servizio delle comunit e dell'ambiente, capace di generare soluzioni sostenibili e portatrici di qualit estetica". Torna anche l'appuntamento con il Mondial Tornianti, competizione giunta ormai alla sua 37esima edizione, che vedr sfidarsi i maestri da tutta Italia e non solo, alla ricerca delle forme pi perfette.

