di Sara Ferreri "Non tutti conoscono i propri diritti e molti restano nell'angoscia di non sapere se hanno un tumore, ritardando cure vitali.
Per questo ho deciso di parlare". A sfogarsi  Franco Carbonari, pensionato jesino, protagonista di un'odissea burocratica e sanitaria tra liste d'attesa e referti mai arrivati.
Signor Carbonari, come  iniziata la sua vicenda? "A ottobre scorso, visti alcuni sintomi e la forte familiarit — un parente  deceduto a 54 anni per tumore alla prostata — il medico mi ha prescritto degli accertamenti.
Al Cup non c'era posto per l'ecografia, cos l'ho fatta a pagamento.
Per la risonanza, non essendoci disponibilit, sono riuscito a prenotare solo grazie alla presa in carico della dottoressa Eusebi.
Poi, per fare prima, sono andato di nuovo a pagamento da un urologo". Quando ha effettuato la biopsia e come si sono allungati i tempi? "La biopsia  stata eseguita il 24 aprile.
Mi avevano prospettato pi di un mese d'attesa, ma il primo giugno, alla visita di controllo, del referto non c'era traccia.
Al Cup mi hanno detto che stavano refertando ancora febbraio, mentre il numero dedicato era perennemente occupato.
Ho fatto la spola continuamente senza risposte fino a met agosto, con un'angoscia difficile da spiegare.
Ogni volta mi dicevano che erano indietro di mesi". Come ha risolto la situazione? "Venerd scorso, amareggiato e arrabbiato, mi sono rivolto al Tribunale del Malato di Jesi.
Il responsabile Pasquale Liguori ha sollecitato l'azienda sanitaria e il laboratorio esterno a cui era stato inviato il campione.
Luned, come per magia, il referto  arrivato: fortunatamente  negativo". Perch ha scelto di denunciare pubblicamente? "Sento i nostri amministratori dire che la sanit migliora, ma per me  peggiorata moltissimo.
Ho denunciato per dare voce a chi subisce in silenzio.
Mentre ero al Tribunale del Malato una donna affetta da tumore, attendeva un esame istologico da maggio.
Tutto questo  inaccettabile".
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
