IDRO E' un segnale preciso, e allarmante per chi lotta per la tutela ambientale, quello arrivato dall'Aipo: l'Agenzia interregionale del fiume Po ha messo sul tavolo nuove risorse a sostegno del progetto delle nuove opere di svaso del lago d'Idro, che cos fa un altro passo verso la fase realizzativa.
Ma con l'avvicinarsi del possibile cantiere  destinata a riaccendersi anche la battaglia di associazioni ed enti locali che da anni contrastano la colossale operazione.Con una delibera approvata settimane fa, l'Aipo ha inserito nella propria programmazione 3,9 milioni di euro per la direzione dei lavori, l'assistenza tecnica al cantiere e il coordinamento della sicurezza.
A questi si aggiungono 675mila euro per il monitoraggio ambientale durante l'esecuzione delle opere.
In tutto sono 4 milioni e 575mila euro per servizi collegati alla futura fase di costruzione.
Non si tratta dunque di ulteriori lavori, ma delle attivit tecniche necessarie per seguire e controllare un cantiere che si annuncia particolarmente complesso.Un cantiere elefantiaco che nel frattempo ha raggiunto un valore di 97 milioni di euro, dopo una lunga serie di revisioni progettuali e aggiornamenti dei costi.
Le opere principali, lo ricordiamo, prevedono una nuova galleria di scarico e una nuova traversa di regolazione, oltre agli interventi sulle infrastrutture esistenti.La decisione di finanziare e programmare ora la direzione lavori, la sicurezza e il monitoraggio ambientale  come detto un segnale chiaro: il cantiere non  ancora partito, ma dopo anni di progettazione, autorizzazioni e ricerca dei finanziamenti l'attenzione si sposta sempre pi verso la gara per l'esecuzione delle opere.
Ed  su questo terreno che si prepara lo scontro.Le associazioni ambientaliste e le realt che da anni si battono per la difesa del lago d'Idro contestano soprattutto la possibilit, prevista dal nuovo sistema di regolazione, di arrivare a un'escursione del livello del lago di 3,5 metri.
Una prospettiva che cancellerebbe i risultati raggiunti dal 2007, quando la gestione con un'escursione di circa un metro e 30 centimetri ha consentito all'Eridio di recuperare parte del proprio equilibrio ambientale e della sua bellezza.Per il fronte del no il nodo non  soltanto tecnico, ma riguarda il modello stesso di gestione del lago.
La convinzione  che le nuove opere servano soprattutto a garantire maggiori quantit d'acqua ai consorzi irrigui a valle senza affrontare prima il problema di sistemi di irrigazione vecchi e dispersivi.Ritorni inquietanti"Cos faremo un salto nel passato di 50 anni"  la posizione espressa dagli oppositori, che promettono di non arrendersi e di continuare la mobilitazione per impedire che lo sfruttamento della risorsa idrica prevalga sulla tutela dell'ecosistema.Da una parte, dunque, un progetto da 97 milioni che si avvicina alla fase della realizzazione; dall'altra una contrariet che non sgombera di certo il campo.
La prossima partita si giocher come detto sulla gara e sull'apertura del cantiere.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
