roma Se non  una "pietra tombale", come dicono dall'opposizione, poco ci manca.
Matteo Salvini mette in chiaro tutta la contrariet sua e della Lega sull'introduzione del ballottaggio nella riforma della legge elettorale. "Chiedere ai cittadini di tornare a votare dopo quindici giorni anche no.
Si vota in un giorno, chi vince vince". Niente doppio turno, quindi, e a chi gli chiede se dir agli alleati di votare no all'emendamento in materia replica con un "s". Del resto da giorni le perplessit del partito rispetto al ritorno in campo di questa ipotesi erano circolate sottotraccia.
Insieme a quelle maturate dentro Forza Italia ma anche in una parte di FdI.
Il punto dolente lo esplicita in qualche modo lo stesso Roberto Vannacci, il convitato di pietra di questa riforma ed  il rischio che, a conti fatti, il doppio turno finisca per favorire FnV anzich depotenziarlo. "Prima - riassume il generale - il ballottaggio doveva essere la trappola perfetta: lasciare che Futuro Nazionale corresse al primo turno e poi pretendere i voti dei nostri elettori al secondo.
Poi hanno fatto due conti e capito che, liberati dal ricatto del cosiddetto 'voto utile', ancora pi italiani sceglierebbero FnV". Di qui, a suo avviso, la frenata.
C' ancora un po' di tempo, comunque, almeno fino a quando il testo, il 9 settembre, arriver in Assemblea.
Certo  che con gli stop and go della maggioranza su alcuni punti della riforma il centrosinistra ha gioco facile ad andare all'attacco. "A Salvini - accusa il capogruppo Dem al Senato Francesco Boccia - non piace questa legge elettorale, a Tajani forse, ma penso al resto di FI meno, la Meloni un giorno dice una cosa un giorno un'altra.
Si fermino e la smettano con questo Porcellum pasticciato e incostituzionale". Contro la riforma e sulle modifiche da fare "il campo progressista  assolutamente unitario", osserva il suo omologo M5s Luca Pirondini mentre "il centrodestra  spaccato e litiga su tutto".
