"Informiamo che al momento la linea Siss non funziona per un disservizio regionale.
Appena ripristinata le ricette arriveranno regolarmente.
Grazie per l'attesa". Questo il messaggio che uno studio medico associato della citt ha inviato ai propri pazienti marted, una giornata che ha visto tantissimi medici di base fortemente ostacolati, se non addirittura bloccati, nello svolgimento del lavoro quotidiano.
Chi lavora in farmacia ha dovuto negare il servizio: non potendo leggere da sistema la ricetta per il medicinale la farmacia non poteva far altro che rimandare la vendita ad un momento successivo.Come si bloccaNon  stata la prima volta n probabilmente sar l'ultima vista la frequenza con cui si blocca il sistema gestito da Aria, la societ della Regione deputata alla piattaforma informatica che marted ha proprio ammesso il problema. "Tra le ore 11.30 e le ore 15.15 alcuni servizi digitali utilizzati dalle farmacie, dai medici di medicina generale e dagli enti sanitari hanno registrato una temporanea indisponibilit dovuta ad un problema tecnico che ha interessato le comunicazioni con sistemi esterni.
L'anomalia  stata risolta e i servizi sono tornati regolarmente operativi", il messaggio.Temporanea ma costante: sembra un ossimoro ma  l'amara realt con la quale fanno i conti molto spesso, troppo spesso, i medici di famiglia e, di conseguenza, le migliaia di persone che questi assistono oltre al personale amministrativo che lavora negli studi associati.
Ieri, non si  verificato un blocco totale ma il sistema di emissione delle ricette elettroniche non ha funzionato del tutto. "Mettiamo in conto mediamente un blocco a settimana, ovvero tutte le volte che il Siss fa un aggiornamento - commenta il coordinatore bresciano della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Angelo Rossi - ai nostri pazienti non possiamo che chiedere, appunto, tanta pazienza, per una situazione che ci vede protagonisti incolpevoli".Tutto ci  quasi paradossale se si considera che tra gli obiettivi principali del Siss ci sono quelli di "ridurre la distanza tra cittadini ed aziende sanitarie; garantire la continuit e la qualit della cura; semplificare e rendere pi efficienti i processi interni della socio-sanit. Il Siis nasce come strumento strategico a supporto del modello di organizzazione sanitario e come strumento abilitante allo scambio informativo fra i clinici rendendo possibile una vera e propria azione di continuit assistenziale sui cittadini.
Un sistema sicuro, flessibile (capace di evolvere) e consistente (ogni informazione deve avere lo stesso significato per tutti gli aderenti)", come si legge sul sito di Regione Lombardia.Parole che, oltre a suonare un po' come una presa in giro, sono gravi poich la posta in gioco  la salute delle persone. "Il Siis  nato male - continua Rossi -  uno degli elementi del grosso problema del nostro territorio, ovvero l'eccessiva burocratizzazione dei percorsi di cura.
Ogni volta che si blocca siamo costretti ad usare ricette rosse che, oltre ad essere costose proprio per la loro produzione, non possono essere ricevute dai dispositivi informatici dei pazienti".L'aspetto informatico  anche un problema nel problema delle Case di Comunit che non hanno, per lo meno non ancora, sistemi informatici tra loro integrati: "Ogni Asst ha il suo e ogni volta ci tocca il rifare la cartella clinica di chi si presenta in Casa di Comunit - conclude Rossi - per quanto riguarda la gestione delle nostre figure siamo a zero, zero contenuti, cio che cosa, quando e come dobbiamo fare, e zero sistemi informatici.
Sarebbe stato meglio partire dal sistema informatico gestionale piuttosto che dai muri".
