LE VICENDE DELLA LEGA DOPO L'USCITA DEI NOSTALGICI DEL NORD.
Matteo Salvini continua a vedere una sola Lega.
Da Roma, lontano da quel Nord dove il Carroccio torna a fare i conti con i suoi fantasmi del passato, il segretario chiude a muso duro la porta agli ex che provano a scongelare la vecchia Lega Nord. "Non c' bisogno di partiti paralleli", taglia corto, rivendicando che la sua formazione " forte e governa quattordici Regioni su venti". Dentro casa, per, il terreno resta minato.
Il nuovo faccia a faccia con i governatori del Nord, che alcune indiscrezioni collocavano a venerd, slitter. Si lavora a incrociare le agende per farlo avvenire comunque prima dell'evento di Pontida, nel tentativo di arrivare all'appuntamento simbolo del Carroccio provando almeno a mettere la sordina allo scontro.
Salvini, intanto, ha gi messo in moto la macchina del "pratone", riunendo nelle ultime ore il.
team social.
E i primi numeri ci sono: una cinquantina di.
pullman, fanno sapere dal suo staff, risultano gi prenotati.
Pi semplice da respingere per il leader leghista sembra la mossa dei ribelli decisi a riesumare la vecchia Lega Nord, guidati dall'ex deputato Gianluca Pini.
Dietro l'operazione, si fa notare, si muoverebbe anche Gianni Fava, nome che non passa inosservato: nordista, antilepenista e quasi europeista, nel 2017 prov a sbarrare la strada a Salvini contendendogli la segreteria, uscendone per sconfitto senza appello.
Se il governatore lombardo Attilio Fontana si  affrettato a smarcarsi, su quest'ultima iniziativa il clima resta pesante.
Con Salvini che - filtra da altri ambienti del Carroccio - nelle ultime settimane si  arroccato, vivendo l'offensiva interna anche come un attacco personale.
Se ne riparler l'8 e 9 settembre, quando la Lega riunir a Roma ministri e vertici per mettere a punto le priorit sulla manovra.
(r.r.).
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
