VERSO LA POSSIBILE CANDIDATURA A SINDACO DI MILANO.
Malumori a livello locale dopo la frenata di Schlein: "Prima il programma, poi i nomi".
Entusiasti i centristi dentro e fuori il campo largo.
Renzi: "Ottima notizia". Calenda: "Da sostenere senza primarie".
Roma.
Ad appena un giorno dall' "autocandidatura" di Mario Calabresi a sindaco di Milano, dal centrosinistra arrivano i primi "no". Nessuno troppo brusco, molti infarciti di grande diplomazia, ma ce ne sono.
diversi.
C' Elly Schlein, per esempio, che non mette veti ma neanche conferma, piuttosto prende tempo: " E' presto, stiamo seguendo e supportando il percorso del Pd di Milano che si concentra sui temi - spiega -, non vi stupir se anche qui dico: prima scriviamo il programma poi troviamo i nomi". Ma  soprattutto il territorio a ribellarsi all'idea di un "papa straniero": "C' qualche legge speciale che vieti di far diventare sindaco di Milano qualcuno con.
un'esperienza di amministrazione consolidata - si chiede il consigliere regionale lombardo di Patto Civico, Luca Paladini - ? A cosa servono i partiti se non a formare una classe dirigente in grado di governare un territorio? Al di l della persona, mi fa davvero cascare le braccia la candidatura di Mario Calabresi ". C' anche un dem in consiglio comunale a Milano, Alessandro Giugi, che la pensa allo stesso modo e lo dice con estrema chiarezza: "Alle primarie sosterr solo una persona che gi si  impegnata in politica e di cui conosco la provenienza - scrive sui social -. Rimane lo stupore per i tanti del Pd entusiasti della candidatura di chi non  mai stato iscritto al Pd. Parlo di Calabresi, cos capiscono tutti...". E poi un altro consigliere, ma in quota Avs, Giuseppe Roccisano:.
"Credo sia arrivato il momento della politica anche se rispetto il nome e la figura di Mario Calabresi ". Di un tenore simile il ragionamento del coordinatore lombardo del M5s, Dario Violi, il cui bersaglio, pi che Calabresi,  l'attuale amministrazione: "Prima dei nomi serve mettersi d'accordo sul programma e quello che chiediamo  discontinuit con l'amministrazione di Sala, in particolare per come sono stati gestiti temi come la sicurezza, la casa e l'urbanistica". A essere entusiasti sono invece alcuni attuali membri della giunta Sala, come l'assessora allo.
Sport, Martina Riva: "Possiamo solo essere contenti che figure autorevoli si impegnino in questo percorso". E poi ci sono i centristi della coalizione.
Matteo Renzi  il capofila: "Una fantastica notizia - dice l'ex premier -, segno che il centrosinistra attrae anche straordinarie professionalit esterne al mondo della politica politicante". Parole che arrivano dopo gli apprezzamenti espressi dal leader di Azione Carlo Calenda, anche lui centrista ma esterno al campo largo: " E' un ottimo candidato riformista per Milano.
Andrebbe sostenuto da subito, senza farlo passare per il tritacarne delle primarie". Ma  davvero difficile che a questo punto la sfida ai gazebo salti.
E' l'unico modo che resta a Schlein per far passare il nome di Calabresi e legittimarlo davanti.
agli attivisti sul territorio.
Se invece il giornalista dovesse perderle, nessuno si lamenterebbe.
Certo  che come nome da battere, anche per ammissione di un ex sindaco milanese di destra come Gabriele Albertini, Calabresi fa abbastanza paura.
E qualunque ammini-stratore locale, magari esperto ma meno noto e riconoscibile,.
non incuterebbe negli avversari lo stesso rispetto.
Se poi l'ex direttore di Repubblica fosse scalzato da una personalit pi organica alla politica e questa dovesse addirittura perdere, la responsabilit cadrebbe tutta sulle spalle dei vertici della coalizione che non hanno sostenuto il cavallo vincente.
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Mario Calabresi
