Il leader del Carroccio non lascia spiragli in vista dell'esame del Senato Le opposizioni annunciano la linea dura in Aula ma provano a riaprire la partita della rappresentanza di genere.
Il capo della Lega: diremo no, inutile tornare a votare dopo 15 giorni.
Vannacci: "Hanno capito che era un boomerang per loro" Anche FdI tira il freno: s solo se la maggioranza  d'accordo.
E il centrosinistra attacca: vanno avanti con blitz incostituzionali.
Roma.
Le stesse motivazioni che hanno fatto entrare il ballottaggio nel dibattito del Senato potrebbero farlo sparire.
Se l'iniziativa dei costituzionalisti e di Marcello Pera sembrava aver sposato la tentazione di Meloni di far confluire in un secondo turno l'elettorato vannacciano, nelle ultime ore la premier ha dovuto fare i conti con il contro-ragionamento degli alleati: con il ballottaggio il primo turno vedrebbe sparire il voto cosiddetto "utile" e potrebbe gonfiare ulteriormente il consenso di Futuro nazionale.
In realt erano considerazioni che Salvini e Tajani gi avevano fatto con la premier, ma il fatto che Pera abbia confermato l'emendamento per l'Aula ha indotto ieri il capo della Lega a essere molto pi netto: "Siamo contrari" al ballottaggio, ha detto il vicepremier e segretario del Carroccio, visibilmente contrariato. "Abbiamo firmato un accordo sulla legge elettorale che prevede le liste, prevede le preferenze, basta - spiega Salvini -. Chiedere alla gente di tornare a votare dopo 15 giorni... anche no.
Si vota in un giorno, chi vince vince e chi perde fa l'opposizione.
Non sento la necessit di ballottaggi". E a chi gli domanda se, quindi, la Lega chieder alla maggioranza di non votare l'emendamento di Pera, Salvini.
risponde "s".
Poco dopo la presa di posizione del vicepremier e ministro delle Infrastrutture, da Fratelli d'Italia emergono caute voci che ricordano come il partito di maggioranza relativa non voglia fare, sul secondo turno, alcuna "fuga solitaria ". Insomma, se gli alleati sono convinti, bene; altrimenti si andr avanti con lo schema previsto, che a Palazzo Madama si completer con l'introduzione - bocciata dalla Camera a scrutinio segreto - delle tre preferenze.
Il convitato di pietra della discussione sul ballottaggio, Roberto Vannacci, gongola per tanta visibilit aggiuntiva.
E sui.
social.
arringa: "Prima il ballottaggio doveva essere la trappola perfetta: lasciare che Futuro nazionale corresse al primo turno e poi pretendere i voti dei nostri elettori al secondo.
Senza parlare con noi, senza riconoscere il nostro consenso e senza accettare le nostre idee.
Poi hanno fatto due conti.
Hanno capito che, liberati dal ricatto del cosiddetto "voto utile", ancora pi italiani sceglierebbero Futuro nazionale... Ieri il.
ballottaggio per fermarci, oggi vogliono fermarlo perch ci rafforza".
Per il centrosinistra l'ennesimo balletto sui contenuti della legge elettorale conferma la scelta di una opposizione dura e intransigente, senza trascurare possibile tecniche di ostruzionismo.
Per la minoranza targata Pd-M5s-Avs, cui  sempre pi affine anche Italia Viva, quello della maggioranza sulle regole del gioco  e resta un "blitz incostituzionale.
".
Tuttavia, a Palazzo Madama, presentando otto emendamenti condivisi, l'opposizione potr giocare un ruolo su alcuni punti che restano controversi.
In particolare sull'equilibrio di genere.
Saranno i partiti di centrosinistra a presentare emendamenti che chiedono di rispettare un rapporto 50-50 tra i cosiddetti capilista bloccati, predestinati dalle segreterie a entrare in Parlamento senza preferenze.
Non passer, ma potrebbe indurre la maggioranza a un'ultima riflessione per avere quantomeno un rapporto 60-40, al momento previsto solo nei listini circoscrizionali utili al premio di maggioranza.
Tra gli emendamenti che non sono passati inosservati, anche uno di FdI che propone di abbassare dal 42 al 41% la soglia per agguantare il premio di maggioranza: sembra anche questo un emendamento figlio dei sondaggi, ma gi il 42% balla pericolosamente sul filo della costituzionalit. Con un ordine del giorno Fratelli d'Italia chiede anche una revisione dei collegi proporzionali per avvicinarli alla suddivisione delle province o comunque per rendere i territori pi omogenei.
Sembrano solo tecnicismi, ma potrebbero ribaltare l'esito del voto nei collegi considerati "sicuri" da una parte o dall'altra.
In ogni caso  evidente che Giorgia Meloni non pu tirare troppo la corda con Lega e Forza Italia: diversamente, la terza lettura alla Camera potrebbe riservare.
amare sorprese.
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Matteo Salvini in visita ieri alla stazione dei Carabinieri "Roma Alessandrino" /.
Ansa
