A pesare diversi fattori secondo gli analisti: i timori per l'inflazione, il rialzo dei tassi e la sostenibilit dei debiti sovrani Attesa una stretta da parte della Fed.
Lo spettro di tassi di interesse pi alti per un periodo prolungato (.
higher for longer,.
come sintetizzano gli anglosassoni)  tornato ad aleggiare sul mercato dei titoli di Stato, riservando una dura accoglienza agli investitori vacanzieri di ritorno sul segmento obbligazionario.
I rendimenti da inizio settimana hanno ripreso a salire, gradualmente e con qualche pausa di riflessione, ma in maniera inesorabile, sia negli Stati Uniti (dove il debito pubblico ha sfondato recentemente la soglia dei 40 trilioni di dollari) sia in Europa e in Giappone, sui timori di inflazione alimentati dall'instabilit geopolitica e dalla conseguente corsa del petrolio.
Il risultato  che il premio richiesto dagli investitori per detenere titoli governativi  sempre pi alto.
I rendimenti delle obbligazioni salgono, mentre il prezzo scende.
In questo modo salgono i costi di finanziamento per i governi e potenzialmente per le imprese.
Inoltre negli ultimi giorni sono cresciute le aspettative su una stretta da parte delle banche centrali, dalla Fed alla Bce, per contrastare l'inflazione. "Gli investitori si trovano ora faccia a faccia con un mostro inflazionistico che minaccia di rafforzarsi ulteriormente " ha commentato in una nota Dan Coatsworth, responsabile dei mercati presso AJ Bell. " Le obbligazioni stanno raggiungendo un punto in cui alcuni investitori potrebbero cercare di assicurarsi rendimenti elevati, frutto della recente volatilit del mercato", secondo la casa d'investimento britannica. "Ci che potrebbe frenarli  l'aspettativa che i rendimenti possano aumentare ulteriormente se i tassi dovessero salire rapidamente e in modo deciso, il che significa che alcuni investitori obbligazionari potrebbero preferire attendere prima di investire massicciamente". A pesare.
come detto sono diversi fattori, in combinazione fra loro.
In particolare negli ultimi giorni hanno preso il sopravvento i timori di inflazione, e di un rialzo dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, ma anche la sostenibilit dei debiti sovrani, con casi particolari come quello della Francia, dove "regna" l'instabilit politica, e della Germania che si sta indebitando per investire in armamenti.
Negli Stati Uniti invece l'intervento annunciato dal Segretario al Tesoro, Scott Bessent, che ha promesso il raddoppio degli acquisti pubblici sulle scadenze pi lunghe, ha solo frenato la corsa dei rendimenti, in particolare sul trentennale, ma non l'ha arrestata, tanto pi che ha sollevato interrogativi.
sui motivi che hanno spinto l'amministrazione americana a intervenire cos tempestivamente.
Il rendimento dei.
Treasury.
a 10 anni ha superato ieri il 4,81%, aggiornando i massimi da novembre 2023, per poi consolidare.
I bond governativi giapponesi di pari durata hanno visto il rendimento schizzare marted sopra il 3%, come non accadeva da trent'anni.
Il rendimento dei Bund tedeschi a 10 anni, al 3,37%, tratta sui massimi dal 2011, quello dei Btp al 4,21% sui massimi da fine 2023. Intanto si avvicinano gli appuntamenti con la Bce e la Federal Reserve.
Lo stesso presidente della Fed Kevin Warsh nel suo discorso di venerd al simposio di Jackson Hole ha segnalato un possibile.
aumento dei tassi al meeting del prossimo 16 settembre, affermando che c' del "lavoro da fare". Prima della riunione della banca centrale americana restano comunque da monitorare i dati sull'occupazione Usa di agosto, in agenda venerd 4 settembre, e quelli sull'inflazione previsti la prossima settimana.
Per la Fed si tratterebbe del primo rialzo dei tassi da luglio 2022. La Bce invece ha gi alzato i tassi a giugno di un quarto di punto, e secondo diversi analisti al meeting del 10 settembre potrebbe inasprire la stretta con un aumento di pari entit. Da vedere se nel board guidato da Christine Lagarde prevarranno.
i falchi o le colombe.
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Un passante davanti agli schermi che mostrano i tassi dei bond giapponesi a Tokyo /.
Ansa.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
