LE RIFLESSIONI IN UN NUOVO LIBRO DEL CNEL.
Lo Stato decide (e incide) sempre meno.
Parte da quest'osservazione Renato Brunetta, nell'introdurre la ricerca sui corpi intermedi del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro.
E' raccolta in un volume, edito da Il Mulino, che riprende le fila di "Una societ di persone" (2021) e "Comunit intermedie, occasione per la politica" (2024). "Corpi intermedi, societ civile ed economia sociale", aperto da un intervento di Luigino Bruni, raccoglie le riflessioni - tra gli altri - di Leonardo Becchetti, Flavio Felice, Enrico Giovannini e Giorgio Vittadini e si propone di "offrire nuova linfa a tutte quelle realt territoriali, pubbliche e private, a vocazione solidaristica e sociale, che contribuiscono al circuito virtuoso della rappresentanza". Realt che nel Cnel trovano,  il filo rosso del volume, la loro "casa".
La ricerca muove dall'idea che mai come oggi si avverta "la necessit di alimentare una stagione di studio, di proposta e di ascolto dei.
corpi intermedi" come scrive il presidente del Cnel, il quale ricorda da un lato il progressivo ampliamento delle competenze dell'Unione europea, il competence creep che ha esteso la funzione regolatoria oltre i confini previsti dai Trattati e ha finito per investire ambiti tradizionalmente riservati alla legislazione domestica, come le politiche del lavoro, la fiscalit e il welfare. " Dall'altro lato, le dinamiche della globalizzazione - scrive contribuiscono a ridise gnare gli spazi della sovranit, imponendo nuove forme di governance multilivello e di coordinamento territoriale.
In questo scenario, i territori, le citt metropolitane, le aree interne e i distretti produttivi devono poter riaffermare il proprio ruolo come luoghi concreti di.
decisione e di innovazione, sperimentando in seno a essi risposte immediate e adattive ai bisogni delle comunit. Se allora, in un simile contesto, lo Stato si trova spesso spiazzato rispetto alle proprie tradizionali funzioni regolatorie e redistributive, occorre prendere atto che il livello centrale non pu pi limitarsi a esercitare un potere esclusivo, ma a tessere relazioni, a coordinare e a garantire coerenza tra livelli diversi di governo.
Solo cos si pu restituire alla sfera pubblica nazionale un ruolo di integrazione e di orientamento, pi che di mera imposizione normativa".
Questa osservazione porta a concludere che serva una prospettiva "orizzontale e sussidiaria", fondata sul dialogo tra territori e.
sulla riscoperta di un pensiero economico e civile "che viene da lontano e che ancora oggi innerva la nostra societ" scrive Brunetta, secondo il quale i particolarismi locali non sono un limite, se valorizzati in una logica di sinergia anzich di competizione, ma "un valore da coltivare soprattutto in una fase storica in cui riemerge con forza l'importanza della dimensione comunitaria e della prossimit al cittadino" ed  necessario contrastare la polarizzazione e le disegueglianze con politiche di coesione.
Per raggiungere questo risultato occorre per "reinventare" e riattivare i corpi intermedi, "non in quanto ritorno al passato, ma come risposta moderna a fragilit nuove, ad esempio la precariet dei giovani, l'emarginazione delle periferie urbane, lo spiazzamento dei lavoratori di fronte all'avvento del digitale e all'automatizzazione dell'industria, le nuove povert".
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
