TORINO, POLEMICHE SU OBBLIGO DI FIRMA A 42ENNE.
Mentre cresce nel Paese l'indignazione per la scarcerazione, a Torino, del 42enne accusato di aver costretto una 13enne a subire atti sessuali nel minimarket dove lavora (e dove ieri  apparsa la scritta "pedofilo infame"), subito dopo aver palpeggiato una donna di 40 anni, la Procura del capoluogo piemontese, che aveva chiesto la convalida dell'arresto, ha impugnato al tribunale del Riesame il provvedimento del gip. Quest'ultimo aveva disposto l'obbligo di firma per il 42enne; il magistrato non aveva convalidato il fermo per la mancanza del pericolo di fuga e, quanto alle esigenze cautelari, a suo parere potevano essere garantite dall'obbligo di firma.
Alcuni componenti del Csm hanno annunciato il possibile avvio di una pratica sulla valutazione della professionalit del magistrato coinvolto, con richiesta al procuratore generale di vagliarne i profili disciplinari.
Ma Unione delle camere penali italiane e la sezione piemontese dell'Anm (Associazione nazionale magistrati) hanno contestato l'invio degli ispettori ministeriali ordinato dal guardasigilli Carlo Nordio.
Una scelta che per gli avvocati  "del tutto priva di giustificazione e rischia di tradursi in una indebita pressione sull'autonomia del potere giudiziario", mentre per l'organismo di categoria dei giudici, palesa un "uso improprio dell'indagine ispettiva, che non pu e non deve condizionare l'attivit giudiziaria, e consegue l'effetto di delegittimare la magistratura". L'ispezione, ha stigmatizzato l'Anm, riguarda l'organizzazione degli uffici, "le decisioni dei giudici sono soggette ad impugnazione:  questo lo strumento che il sistema.
prevede per la verifica della correttezza dei provvedimenti.
Il ruolo della giurisdizione - si legge in una nota - non  coadiuvare il governo nella sua azione, bens quello di applicare la legge senza inseguire consensi ". L'Anm, inoltre, ha polemizzato con i media, che dovrebbero perseguire un "minor grado di semplificazione " e "una maggior aderenza agli atti del procedimento, in modo da consentire al lettore una pi consapevole analisi degli eventi e della loro concreta gravit, anche al fine di evitare che i magistrati vengano sottoposti a gogna mediatica e a forme di minaccia".
Il problema per non sono certo i media, a detta dell'Associazione Meter, impegnata nella tutela dei bambini e nella prevenzione e contrasto degli abusi sui minori, che "guarda con attenzione agli sviluppi dell'inchiesta e alle verifiche disposte dal ministero della Giustizia, nel pieno rispetto dell'autonomia della magistratura e della presunzione di innocenza ". In questo senso, ha aggiunto Meter, "non spetta a noi emettere sentenze.
Spetta per a tutti noi ricordare che la tutela di un bambino viene prima di tutto.
La voce di una vittima non pu essere ignorata, n lasciata sola". Sulla stessa lunghezza d'onda l'ente del Terzo settore "La Caramella Buona", associazione anti-pedofilia: quella del gip di Torino, ha dichiarato il presidente Roberto Mirabile,  "una decisione non solo inaccettabile ma rappresenta un messaggio devastante per tutte le vittime di violenza". L'associazione, come accaduto dopo la scarcerazione di un pedofilo reo confesso a Reggio-Emilia nel 2017, ha organizzato una manifestazione davanti al tribunale di Torino per domani, alle 18.
 RIPRODUZIONE RISERVATA.
L'Anm (come l'Unione camere penali) attacca il ministro Nordio: "Improprio l'invio degli ispettori". Ma le associazioni antipedofilia: la decisione del gip  un messaggio devastante.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
