La chiave del successo del made in Italy.
Certo serve una buona idea, dedizione al lavoro e capitali sufficienti.
Ma il successo di un'impresa  determinato in buona parte dalla capacit di offrire flessibilit e personalizzazione dell'offerta.
A seguire ingredienti fondamentali sono la notoriet e la reputazione del brand, la qualit dei prodotti e la capacit di "premium pricing", cio che il mercato riconosca il fatto che il prodotto vale pi della media e sia disposto a pagarlo di pi. Lo dicono gli imprenditori interpellati dall'Area Studi di Mediobanca nell'ambito della consueta indagine annuale sulle medie imprese industriali italiane realizzata insieme a Unioncamere e al Centro studi delle Camere di commercio, Guglielmo.
Tagliacarne.
Le medie imprese italiane, cio quelle circa 3.500 imprese con almeno 50 e meno di 500 dipendenti che fatturano fra i 20 e i 415 milioni di euro ogni anno, rappresentano un caso di successo di imprese interconnesse, concentrate nel Nord del Paese ma che negli ultimi anni hanno visto una crescita del loro numero anche nel Mezzogiorno.
Quindi, dicono gli imprenditori, sono flessibilit, brand e qualit a guidare la competitivit delle loro imprese.
Questi, a partire ovviamente dalla qualit dei prodotti, sono in fondo gli ingredienti del successo del Made in Italy nel mondo.
Per raggiungere gli obiettivi, segnalano i manager delle medie imprese italiane, non si pu sottovalutare poi la necessit di curare "Competenze e professionalit del personale" e investire in "know how tecnologico e alto livello di innovazione ". Il modello che emerge, segnala lo studio, indica nettamente un modello orientato all'adattamento alle esigenze del cliente pi che alla standardizzazione.
del prodotto.
Un alto livello di flessibilit consente inoltre di adattarsi meglio a eventuali bruschi cambiamenti delle condizioni del mercato e superare di conseguenza le crisi.
Qualche utile indicazione viene anche sul piano commerciale: dalla necessit di diversificazione dei mercati serviti all'importanza della qualit ed efficacia dei servizi post-vendita.
Interessante notare che la competitivit del prezzo, pur essendo indicata nei fattori di successo dell'impresa, non figura ai primi posti del sondaggio e, insieme alla rete distributiva e alla sostenibilit, assume meno rilevanza rispetto ai fattori qualitativi.
Infine, dalle imprese alcune indicazioni utili ai decisori politici.
Per crescere ancora, l'81% delle imprese auspica un miglioramento del quadro internazionale e quindi un contesto geopolitico stabile; il 55% una riduzione del costo degli input produttivi a partire dall'energia; il 40% l'ulteriore riduzione del cuneo fiscale sul lavoro.
Riduzione delle barriere commerciali e del protezionismo e semplificazione burocratica completano la "ricetta" di questi campioni del Made in Italy che assumono un'importanza crescente, di anno in anno, nel panorama produttivo italiano.
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