XXIII Domenica del Tempo ordinario -Anno A.
In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli: "Se il tuo fratello commetter una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolter, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolter, prendi ancora con te una o due persone, perch ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.
Se poi non ascolter costoro, dillo alla comunit; e se non ascolter neanche la comunit, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verit io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sar legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sar sciolto in cielo.
In verit io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che  nei cieli gliela conceder. Perch dove sono due o tre riuniti nel mio nome, l sono io in mezzo a loro".
Non sono regole, non  un breve manuale d'istruzioni per imparare la vita sociale e familiare, e neanche un prontuario da sfogliare per cercare la cosa giusta da fare.
Ci che Ges oggi ci lascia  piuttosto uno stile, il modo di custodire un legame quando ha provocato una ferita, o un graffio, di far s che quella ferita non diventi infetta e ancora pi dolorosa.
Passi da fare in punta di piedi, senza sbandierare le tue ragioni, senza gridare la tua verit. Un modo discreto e sussurrato di ricomporre, di ricucire lo strappo: perch s, Lui  anche un buon sarto, che inizia con il cercare di far combaciare i due lembi, di avvicinarli delicatamente per vedere se stanno insieme.
Privatamente, a quattr'occhi e, se va bene, "avrai guadagnato tuo fratello". Ma in che senso? Cosa vuol dire "guadagnare"? Significa forse ottenere un profitto o realizzare un vantaggio? E' come se il bilancio della nostra vita non si basasse sui titoli, sui conti in banca, gli appartamenti che siamo riusciti ad accumulare, ma sui volti, sulle persone che avremo custodito, sull'amore che avremo reso possibile.
Rivoluziona.
la nostra economia, il nostro concetto di patrimonio questo Ges. E l'altro, quello che mi ha ferito e graffiato, non  pi l'avversario da vincere, da umiliare con le mie ragioni, ma diventa il bene che non voglio perdere, l'assenza che non voglio sentire.
Per questo Ges ci invita a non smettere di fare tentativi, di provare e riprovare fino allo sfinimento: e se proprio non ci riusciamo siano per noi come quei pubblicani con cui Lui mangiava e beveva, che chiamava per nome, ai quali lasciava sempre aperta la speranza, perch si sa, l'amore ragiona sempre cos, non sa contare.
Bastano per Lui anche solo due o tre che si mettono d'accordo per fargli fare cose strepitose: basta accordarsi come le corde di una chitarra, come gli strumenti di un'orchestra, ognuno col suo timbro, con la sua voce: la sinfonia  assicurata.
Perch Lui sar l, non sopra, non davanti, ma in mezzo, come il filo del sarto che tutto ricuce.
(Letture: Ez 33,1.7-9; Sal 94; Rm 13,8-10; Mt 18,1520).
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
