Con la prima meditazione dedicata alla "Gaudium et spes", Leone XIV prosegue il ciclo di catechesi sul Concilio. "La Chiesa  chiamata a servire l'essere umano, indicando in Cristo il centro e il fine della storia umana".
"Gioia e speranza siano i tratti distintivi di una Chiesa che annuncia il Vangelo facendosi prossima alle donne e agli uomini del nostro tempo".
L'udienza generale di ieri si  svolta alle 10 in Piazza San Pietro dove Leone XIV ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall'Italia e da ogni parte del mondo.
Nel discorso in lingua italiana, continuando il ciclo di catechesi su "I Documenti del Concilio Vaticano II", il Papa ha incentrato la sua meditazione sul tema:.
Costituzione pastorale Gaudium et spes (GS 1-10). La Chiesa in ascolto e a servizio del mondo.
(Lettura:.
Gv.
3,16-17).
Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti! Con l'incontro odierno iniziamo a riflettere sulla Costituzione pastorale.
Gaudium et spes,.
con cui il Concilio Vaticano II ha inteso approfondire un tema fondamentale, ossia il rapporto della Chiesa col mondo contemporaneo.
San Giovanni XXIII, gi nel Discorso inaugurale dell'11 ottobre 1962, aveva inteso dissentire dai "profeti di sventura" che, "sebbene accesi di zelo per la religione [...] vanno dicendo che i nostri tempi, se si confrontano con i secoli passati, risultano del tutto peggiori; e arrivano fino al punto di comportarsi come se non avessero nulla da imparare dalla storia" (Discorso.
Gaudet Mater Ecclesia,.
11 ottobre 1962, 4.2). Da qui il compito affidato ai Padri conciliari: "Nello stato presente degli eventi umani, nel quale l'umanit sembra entrare in un nuovo ordine di cose, sono piuttosto da vedere i misteriosi piani della Divina Provvidenza, che si realizzano in tempi successivi attraverso l'opera degli uomini, e spesso al di l delle loro aspettative, e con sapienza dispongono tutto, anche le avverse.
vicende umane, per il bene della Chiesa " (.
Gaudet Mater Ecclesia,.
4.4).
Tre anni dopo, la promulgazione di.
Gaudium et spes.
riconosceva in tale discernimento un elemento essenziale della natura della Chiesa, descrivendo come costitutiva la sua indole pastorale: da qui la definizione di "Costituzione pastorale". Non si tratta di ingenuo ottimismo, ma di una rinnovata fedelt al Mistero di Cristo che, incarnandosi, sceglie di condividere la nostra vita: Egli si  reso "in tutto simile ai fratelli" (.
Eb.
2,17; cfr 4,15) e si  caricato delle conseguenze del peccato, morendo "in riscatto per tutti" (.
1Tm.
2,6). Tale condivisione con l'umanit  la via che il Cristo chiede alla Chiesa; perci, la Costituzione conciliare.
Gaudium et spes.
si apre dichiarando che la Chiesa sente come proprie "le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono" (.
GS.
1).
E' una condivisione che ci chiama a uscire da ogni passivit e indifferenza dinanzi agli avvenimenti che accadono, alla.
storia e alla vita delle persone, soprattutto dinanzi al cambiamento rapido e profondo che oggi sperimentiamo.
Non  possibile restare spettatori disinteressati, occorre invece ascoltare con il cuore, lasciarsi interpellare, farsi coinvolgere.
Con Cristo e sorretti dalla forza del suo Spirito, i credenti sono chiamati a farsi carico delle difficolt dei fratelli, soprattutto di coloro che sono schiacciati dall'ingiustizia, dalla discriminazione, dalla violenza.
Infatti, solo nella condivisione e nell'impegno  possibile arrivare a risposte adeguate, sempre sorretti dalla certezza che "le sofferenze del tempo presente non sono paragonabili alla gloria futura che sar rivelata in noi" (.
Rm.
8,18). In tal senso, la prossimit verso l'umanit apre a una lettura pi profonda degli.
avvenimenti e della stessa Rivelazione e, nella medesima prospettiva,.
Gaudium et spes.
richiama il "dovere permanente della Chiesa di scrutare i segni dei tempi e di interpretarli alla luce del Vangelo " (.
GS.
4). Questa Costituzione conciliare ha dunque richiamato la Chiesa a un permanente impegno di conversione, per testimoniare che essa non  mossa da "nessuna ambizione terrena", ma "mira a questo solo: continuare, sotto la guida dello Spirito consolatore, l'opera stessa di Cristo, il quale  venuto nel mondo a rendere testimonianza alla verit, a salvare e non a condannare, a servire e non ad essere servito" (.
GS.
3).
Non si tratta, in effetti, di una disposizione semplicemente morale.
Papa Francesco ci ha ricordato che per la Chiesa "l'opzione per i poveri  una categoria teologica prima che culturale, sociologica, politica o filosofica. [...] Siamo chiamati a scoprire Cristo in loro, a prestare ad essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche ad essere loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la.
misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro" (Esortazione apostolica.
Evangelii gaudium,.
198).
La condivisione cristiana impegna a farsi carico della realt e anche a smascherare le contraddizioni che caratterizzano la vita personale e sociale del mondo contemporaneo: ad esempio, un progresso scientifico e tecnologico, che offre sempre nuove possibilit, ma solo ad alcuni e che non sempre l'essere umano riesce a porre "a suo servizio"; o una conoscenza pi chiara delle "leggi della vita sociale", accompagnata per da incertezze "sulla direzione da imprimervi"; o ancora, una maggiore disponibilit di "ricchezze, possibilit e potenza economica ", che purtroppo per, oggi come al tempo del Concilio, lascia "una grande parte degli abitanti del globo [...] ancora tormentata dalla fame e dalla miseria " (.
GS.
4); oppure, una consapevolezza condivisa che  in gioco il futuro del pianeta e nel contempo l'incapacit a rinunciare al consumo egoistico e all'illusione che la guerra sia una via efficace per costruire la pace.
In un tempo segnato da profondi mutamenti, da cui derivano preoccupanti squilibri, la Chiesa  chiamata a servire l'essere umano, ascoltando e accogliendo gli interrogativi pi profondi del suo cuore e gli aneliti che lo abitano, indicando nel Cristo "la chiave, il centro e il fine di tutta la storia umana" (.
GS.
10). Perci, nella Chiesa, ad ogni livello, in ogni epoca ha da realizzarsi la.
kenosi.
misericordiosa del Cristo che "non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuot s stesso assumendo una condizione di servo, [...] facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce" (.
Fil.
2,6-8).
Cari fratelli e sorelle, la gioia e la speranza -.
gaudium et spes.
- siano i tratti distintivi di una Chiesa che annuncia e testimonia il Vangelo, facendosi prossima alle donne e agli uomini del nostro tempo.
 LIBRERIA EDITRICE VATICANA.
Piazza San Pietro: anche una bambina, tra i fedeli e i pellegrini salutati ieri dal Papa al termine dell'udienza generale /.
Vatican Media.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
