Venezia.
La lunga storia d'amore tra George Clooney e il Festival di Venezia si arricchisce di un nuovo capitolo: l'attore americano, che qui al Lido ha debuttato alla regia con.
Good night, and Good Luck,.
ha ricevuto ieri durante la cerimonia di apertura della 83esima edizione della Mostra, il Leone d'oro alla Carriera che consacra un brillante percorso professionale davanti e dietro la macchina da presa.
E il pubblico di Venezia lo considera ormai uno di famiglia. "A Venezia mi sono sposato e a Venezia ho presentato la mia opera prima da regista che parlava di giornalisti.
Mia moglie e io siamo figli di giornalisti e oggi sono molto preoccupato perch molti giornali sono nelle mani degli uomini pi ricchi del Paese.
Ma c' ancora spazio per un buon giornaper.
lismo.
Uno degli obiettivi principali della nostra Fondazione  tirare fuori di galera i giornalisti vittime dei regimi totalitari.
Il giornalismo  sempre stato messo alla prova,  stato cos anche negli anni Settanta ed  cos anche oggi.
Ma sono certo che i giornalisti sapranno trovare la strada giusta". Scherza sulla propria et il 65enne Clonney, ma si ritiene fortunato di avere accanto una moglie e due figli che adora. "La ragione.
cui non ho pi diretto film - rivela -  che voglio stare con questi due ragazzini di nove anni che mi assorbono molte energie.
Non  bello invecchiare, ma bisogna concentrarsi sempre sulle cose belle che la vita regala.
a ciascuno di noi".
Fare a meno del cinema  impossibile: "Abbiamo tutti bisogno di vedere il mondo con gli occhi degli altri per poterlo capire meglio". Dichiara tutta la propria solidariet a Mark Ruffalo e alla libert di parola che si concede nella disputa con Paramount, e a proposito dell'amministrazione Trump dichiara: "Siamo nelle mani di incompetenti, ma resto ottimista.
Il momento  difficile, chi ci governa  crudele e indecente, ma ne usciremo e le prossime elezioni potrebbero finalmente restituirci un po' di normalit".
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