Leggo con meraviglia le notizie inerenti all'assistenza della Farnesina riguardo la salute di Alessandro Di Battista, ex deputato alla Camera uscito dal M5S nel 2018 e ora semplice cittadino che ha intrapreso la carriera di giornalista e scrittore.Ho seguito passo dopo passo la cronaca, dal momento del suo malore al ricovero all'ospedale di Cuba, dove si trovava, al suo risveglio fino alle telefonate in Italia alla famiglia e alle autorit politiche.Certo  che mandare due medici dell'Ospedale Gemelli di Roma nell'isola di Cuba e proporre la disponibilit di un aereo ambulanza per portare Alessandro in Italia mi sembra davvero opinabile, presupponendo, da quel che capisco, che tutto ci sarebbe stato un atto di favore per niente soggetto a remunerazione da parte dell'assistito.Alla faccia degli italiani dispersi in Nepal sorpresi da una rovinosa alluvione che ha coinvolto anche il Tibet dove la Farnesina si  limitata a diffondere solo i nomi di tre di loro.Di Battista, capito dove il dente duole, si  giustificato riferendo che tale operazione verr risarcita dalla sua assicurazione ma intanto sar lo Stato ad anticipare la quota dovuta.Per esperienza trentennale conosco le assicurazioni, lente a muoversi e, se decidono, ancora pi lente a pagare: solo due volte ne ho avuto bisogno e, dopo mesi di solleciti, ho ricevuto il rimborso che era met della somma spesa.Non giriamoci intorno: lo Stato ha pagato e ci si ritorcer sui contribuenti italiani come  sempre stato e sempre sar. Non  tanto il favore per Di Battista quanto la messa in atto di una strampalata iniziativa effettuata spontaneamente con i soldi nostri.
E questo non  tollerabile.Giuliano TaborelliVerona.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
