C'era una volta l'onere della prova.
Oggi, nella politica tedesca, basta la fede.
L'ultimo dogma della geopolitica pop  andato in scena a Berlino: il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt e quello degli Esteri Johann Wadephul hanno annunciato che la Russia  colpevole dell'"attacco ibrido" del 4 agosto a Lipsia, dove  stato trovato un drone con esplosivo.
Le prove? Ovviamente segretissime, "valutate dai servizi di sicurezza". Nel dubbio, la sentenza politica  gi arrivata.
La dinamica  esilarante: un'azione richiede competenza? Allora  stata Mosca.Questo teorema del "sospettato automatico"  comodissimo.
Trasforma ogni falla della sicurezza interna tedesca in un complotto ordito direttamente dal Cremlino.
La Russia non  pi uno Stato,  un genere letterario: il cattivo ideale per ogni stagione.
Mentre i giudici indagano ancora, la politica ha gi emesso le sue condanne definitive con effetti immediati: chiusura lampo del consolato tedesco in Russia dal 18 settembre.
Agitare lo spauracchio dell'invasione ibrida serve a compattare un elettorato tedesco distratto da inflazione e crisi industriale.Non poteva mancare il via libera dei soliti noti.
Ursula von der Leyen ha promesso punizioni esemplari e il segretario Nato Mark Rutte ha visto "prove inequivocabili" dove persino la polizia tedesca vede ancora solo ipotesi.
Finch le prove resteranno chiuse nei cassetti degli 007, la favola del drone di Lipsia rimarr l'ennesima scusa per non ammettere che matrigna Europa e figliastra Ucraina sono fragili e perdenti.Gianni ToffaliDossobuono.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
