Utilizzare la propria lingua e cultura per fare propaganda.
Questa, in grandissima sintesi,  la "filosofia" del Russkij mir, che in italiano suona come "mondo russo", tenendo presente per che in russo la parola "mir" pu significare anche "pace". Non si tratta soltanto di patriottismo o nazionalismo tradizionale, ma di una visione geopolitica secondo cui esisterebbe una comunit storica, culturale, linguistica e spirituale unita dalla civilt russa, anche oltre i confini dello Stato russo.
Per il Cremlino il 'mondo russo' comprende non solo i cittadini della Russia, ma anche le popolazioni russofone sparse nello spazio ex sovietico, le comunit ortodosse legate a Mosca e, pi in generale, tutti coloro che condividerebbero valori culturali considerati 'russi'. L'idea nacque dopo il crollo dell'Unione Sovietica, nel 1991. In tanti Paesi come Ucraina, Bielorussia, Kazakhstan, Lettonia o Estonia esistevano minoranze russofone consistenti.
Putin pens che quelle comunit potessero essere il mezzo per riconquistare una parte dell'influenza perduta negli anni '90 del secolo scorso.
Cos, il Cremlino inizia a presentarsi come difensore dei russi all'estero e della continuit storica della civilt russa.Cultura e politicaIl "Russkij mir" si fonda su alcuni pilastri.
Il primo  la lingua russa, considerata strumento di unificazione culturale.
Per Mosca il russo non  solo un idioma, ma un veicolo di memoria storica, identit comune e influenza geopolitica.
Il secondo pilastro  la storia condivisa, soprattutto quella della vittoria sovietica nella guerra, che il Cremlino utilizza come mito fondativo.
Il terzo  la religione ortodossa.
La Chiesa Ortodossa  diventata uno strumento fondamentale della costruzione ideologica del "mondo russo", presentando Mosca come baluardo dei valori tradizionali contro il liberalismo occidentale.
Oltre alla teoria culturale, dunque,  un vero e proprio strumento politico.
Negli anni Duemila la Russia ha creato fondazioni, media internazionali, reti culturali e programmi educativi per rafforzare il legame con le popolazioni russofone all'estero.
Attraverso televisioni, scuole, centri culturali e piattaforme digitali, Mosca ha cercato di mantenere influenza nello spazio ex sovietico.
In parallelo il Cremlino ha sviluppato una narrativa secondo cui l'Occidente starebbe cercando di distruggere la civilt russa attraverso espansione della Nato, globalizzazione culturale e rivoluzioni democratiche nello spazio post-sovietico.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
