La Russia di Vladimir Putin ha cercato di riconquistare terreno nei territori che un tempo facevano parte dell'area sovietica.
In primis, alcune delle vecchie Repubbliche che componevano l'Urss anche se alcune di queste del rapporto con Mosca non ne vogliono pi sentire parlare.
Non solo le Repubbliche Baltiche, che dal 2004 sono in Unione Europea, ma anche la Moldavia, l'Armenia che sta cercando sempre di pi di svincolarsi.
L'Asia Centrale, per lungo tempo considerata dal Cremlino una sorta di periferia dell'Impero,  sempre pi interessata a tenersi aperte pi porte.
Quindi, se non si chiude alla Piazza Rossa, dall'altra si percorrono anche altre strade.
Non solo la Cina, ma anche la Turchia e, nel caso del Kazakhstan, che poi rappresenta la nazione pi importante della regione, anche l'Unione Europea.La Russia in AfricaVladimir Putin ha per scelto di tornare a contare anche in Africa, un continente dove l'Unione Sovietica era molto presente e dove, per, non pu tornare con le stesse modalit che avrebbe utilizzato prima del crollo del Muro.
La Russia non ha la stessa forza economica della Cina e nemmeno la rete finanziaria degli Stati Uniti e quindi ha optato per la forza, mettendo in piedi un modello di influenza molto efficace basato su armi, mercenari, propaganda, diplomazia antioccidentale e accordi minerari.
Per Mosca, quello che da molti viene considerato il continente del futuro  molto importante per almeno tre ragioni.
La prima  che i Paesi aiutati tornano molto utili in sede internazionale, soprattutto nei Forum globali e nelle votazioni al Consiglio delle Nazioni Unite.
Il secondo motivo  economico: accesso a miniere, oro, uranio, diamanti, terre rare e idrocarburi.
Il terzo  militare: costruire basi, accordi di difesa e presenza navale nel Mediterraneo, nel Mar Rosso e nell'Atlantico africano.
C' poi un motivo tattico.
La Russia vuole mantenere la sua influenza in Africa anche per tenere fuori le potenze occidentali, ponendosi come presenza anticoloniale e portando avanti una narrazione spiccatamente antioccidentale.Regioni borderlineMosca ha intuito che in molti Paesi, soprattutto nell'Africa Centrale, dove Mosca  particolarmente attiva, ha investito massicciamente anche a livello di propaganda.
Attraverso televisioni internazionali, campagne social, influencer locali, reti Telegram e propaganda digitale, il Cremlino si presenta come alleato dei popoli africani contro il 'neo-colonialismo' europeo.
E' una narrazione potente perch si innesta su problemi reali: fallimenti francesi nel Sahel, povert persistente, corruzione delle lite locali.
Il risultato  che Paesi come Mali, Burkina Faso e Niger hanno vissuto colpi di Stato militari accompagnati da un forte discorso anti-francese.
In molte manifestazioni di piazza sono apparse bandiere russe e immagini di Putin. Mosca ha sostenuto queste giunte offrendo cooperazione militare e sicurezza.
Il meccanismo  spesso lo stesso: un governo isolato cerca protezione contro jihadisti o ribellioni interne, la Russia offre addestramento, armi e contractor militari in cambio di concessioni economiche o influenza politica.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
