La Russia ha un modo tutto suo per stare nel mondo.
Lo fa influenzando le varie opinioni pubbliche attraverso la disinformazione e a organizzarla, finanziarla, integrarla nei diversi Paesi ci sono strutture vicine al potere centrale.
Attori statali e parastatali si muovono su un teatro che ha varie dimensioni.
La pi importante  la rete.
Secondo il Servizio europeo per l'azione esterna (Eeas), il database EUvsDisinfo ha catalogato oltre 15.000 casi di narrazioni pro-Cremlino false o fuorvianti dal 2015 a oggi.
Ci sono poi i cosiddetti megafoni del regime, come RT e Sputnik, che, anche adesso che sono vietati sul territorio europeo, continuano a diffondere contenuti falsi, spesso in chiave antioccidentale e i sostenitori della 'versione russa' non di rado presenti anche negli ambienti accademici.Le mani sulle elezioniLe interferenze della Russia sulle elezioni in mezzo mondo sono ormai documentate e non da ieri.
Nel 2016, una corposa indagine da parte del Senato degli Stati Uniti ha stimato che contenuti riconducibili alla Internet Research Agency, la cosiddetta 'fabbrica dei troll', hanno raggiunto decine di milioni di utenti su piattaforme come Facebook e Instagram. Si tratta di un vero e proprio esercito della rete, soprannominato anche le 'Brigate del web', composto da migliaia di account coordinati, acquisti pubblicitari mirati e uso sistematico di pagine tematiche (immigrazione, armi, tensioni razziali) per amplificare conflitti interni.
L'obiettivo non era sostenere un singolo candidato in modo lineare, ma polarizzare l'elettorato e delegittimare l'esito, qualunque fosse, con tutte le potenziali tensioni dal punto di vista della tenuta interna.Obiettivo UeSe gli Stati Uniti e il Regno Unito, con le elezioni presidenziali del 2016 e il referendum sulla Brexit dello stesso anno sono state il primo grande test. La Russia di Putin ha ben presto preso di mira anche il contesto europeo, cercando di inquinare il dibattito non solo in sede elettorale, ma anche in occasione delle principali crisi politiche.
Un intervento diventato ancora pi invasvo a partire dal 2024. L'Eeas segnala picchi di attivit in corrispondenza di votazioni nazionali e momenti di tensione (migrazioni, pandemia, energia). Le narrazioni ricorrenti sono relativamente stabili: declino irreversibile dell'Occidente, ipocrisia delle lite liberali, inefficacia delle sanzioni, legittimit delle sfere d'influenza.
Studi accademici su campagne coordinate (Oxford Internet Institute, Stanford Internet Observatory) documentano l'uso di bot e account "sockpuppet", quindi fittizi, per manipolare gli argomenti di cui si discute maggiormente e metriche di coinvolgimento, perch pi gente partecipa, pi il messaggio viene amplificato.
Non esiste una cifra unica condivisa sui bot russi in circolazione, ma analisi di reti durante eventi ad alta visibilit (annessione della Crimea, guerra in Ucraina) parlano di migliaia di account con comportamento sincrono (frequenza di posting, ripetizione di hashtag, condivisione incrociata). Il valore non  la quantit assoluta, ma la capacit di innesco: spingere contenuti borderline oltre le soglie algoritmiche.
Praticamente, siamo bombardati in maniera virtuale.La propagandaI media statali, che, fino al 2022, potevano essere visti senza problemi su tutto il territorio, hanno svolto un ruolo determinante nella legittimazione della Russia come alternativa all'Occidente.
RT e Sputnik hanno costruito, prima dei blocchi in diversi Paesi UE nel 2022, un'audience cumulata di decine di milioni di utenti al mese nelle principali lingue europee, offrendo una miscela di notizie selezionate, opinioni e contenuti di intrattenimento con un framing costante.
Dopo le restrizioni europee, la distribuzione si  spostata verso piattaforme alternative e riuso da parte di influencer locali.
Un secondo vettore  l'"amplificazione indiretta". Contenuti prodotti da fonti pro-Cremlino vengono ripresi da siti locali, blog e figure politiche interne ai Paesi target. In Italia e in altri Stati membri, fact-checker indipendenti hanno tracciato catene di rilancio in cui un contenuto nasce su un canale marginale, vengono ripresi da un sito pseudo-giornalistico e poi rilanciato sui social da profili con seguito medio-alto.
Il risultato  diluire l'origine della notizia, dandole cos legittimit. La pandemia e la guerra in Ucraina rappresentano forse gli esempi pi significativi di come la Russia abbia cercato di manipolare la narrazione degli eventi.
Nel primo caso ha preso di mira l'efficacia della campagna vaccinale.
Dopo l'invasione dell'Ucraina, Mosca ha cercato di portare avanti un ribaltamento della realt per il quale la guerra non era colpa del presidente Putin e del suo cerchio magico, ma della Nato e della stessa Ucraina, rea di perseguitare la parte di popolazione russofona.
Falsit che hanno trovato spazio soprattutto in Italia.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
